venerdì 1 luglio 2022

Diventare pane ( How flour becomes bread) ITA / ENG

Il pane si fa con la farina. Il modo in cui la farina diventa pane era il suo [di Buddha] principale interesse. Se lo metti nel forno, il suo interesse era il modo in cui l’impasto diventa pane. In uguale misura il modo in cui diventiamo illuminati era il suo interesse. La persona illuminata ha un carattere perfetto e desiderabile, per se stesso e per gli altri. Questo è il carattere ideale. Come l'essere umano diventi divino era il suo interesse. Il modo in cui vari saggi nel passato sono diventati saggi era il suo principale interesse. Quindi la nostra via è mettere la l’impasto nel forno più e più volte e vedere come diventa pane. Una volta che sai come l’impasto diventa pane capirai anche cos'è l'illuminazione. Quindi il modo in cui questo corpo fisico si trasforma in saggio è il nostro principale interesse. Non ci importa così cos'è la farina o cos'è l’impasto. Il saggio è il saggio. Non c'è spiegazione per la saggezza. Se ha un carattere desiderabile, è un saggio, non importa se è un saggio cristiano o un saggio buddista. Non importa. Il saggio è saggio. La spiegazione metafisica della natura fondamentale dell’uomo non è il punto. Questo tipo di pratica non può essere troppo idealista. L’effettiva pratica è ripetere ancora ed ancora finché non scopri come diventare pane. Questa è la nostra via. Non ci sono segreti nella nostra via. Solo praticare zazen e metterci nel forno - questa è la nostra via.

 

Shunryu Suzuki Roshi (da: Mente zen, mente di principiante)

 


ENGLISH VERSION
 

 

You make bread from flour. How flour becomes bread was his main interest. If you put it in oven -- how paste-like thing becomes bread was his interest. So how we become enlightened was his interest. The enlightened person is some perfect, desirable character, for himself and for others. That is the ideal character. How human being become god was his interest. How various sages in the past time became sages was his main interest. So our way is to put paste in the oven over and over again and see how it becomes bread. Once you know how the paste becomes bread you will understand what is enlightenment. So how this physical body becomes sage is our main interest. So we don't mind what is the flour or what is the paste. Sage is sage. There's no explanation for sage. If he has desirable character he is sage no matter if he is Christian sage or Buddhist sage. It doesn't matter. Sage is sage. Metaphysical explanation of human basic nature is not the point. So this kind of practice cannot be too idealistic. Actual practice is repeating over and over again until you find out how to become bread. That is our way. So there is no secret in our way. Just to practice zazen and put ourselves into the oven -- that is our way.

 

Shunryu Suzuki Roshi (Zen Mind, Beginner's Mind )














#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #asdtorakan #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #suzukiroshi #mentediprincipiante 

giovedì 23 giugno 2022

Zazen è lasciarsi contaminare dalla vita

Pubblichiamo l'estratto di un Insegnamento offerto da Taigô Kônin Sensei durante la Pratica Zen.

Lo Zazen non è una forma di meditazione. Meglio sarebbe definirlo contemplazione.

Contemplazione significa riscoprire, riassaporare, il senso profondo della vita nuda.

La vita nuda è la vita prima di essere stata coperta da tutte le cose che noi pensiamo essere la nostra vita ma che non sono la nostra vita...

Abbiamo costruito un'intera cultura attorno al nascondere a noi stessi la legge della trasformazione, del cambiamento, del fluire senza fine, al punto che l'essere umano vive con dolore la legge dell’impermanenza.
Cerchiamo disperatamente di trattenere quel che ci piace e di respingere o negare quel che ci dispiace. Cataloghiamo l’esperienza come se fosse possibile standardizzare e schedare qualcosa di fluido e irripetibile e in questo modo uccidiamo la nostra stessa esperienza.

Abitualmente passiamo dall'afferrare al respingere senza una via mediana, ma ci sono altre possibilità completamente differenti per guardare all'universo, alla nostra vita.

Quando la mente non prova a congelare la realtà nel tentativo di afferrarla e non prova a respingerla o ignorarla questo diventa un modo amorevole di percepire e vivere nel mondo. Se guardiamo bene, noi non siamo altro che la composizione di un vortice di pensieri, sensazioni e percezioni che abbiamo solidificato in un costrutto mentale denominato 'io'. Trattiamo questa entità come fosse un qualcosa di solido e immutabile, cominciamo a pensarla come un qualcosa di separato dal resto, con una sua identità separata. Per questo è importante lo Zazen, la contemplazione che ci permette di vedere in profondità questo costrutto immaginario che chiamiamo 'io' e riconoscere singolarmente gli elementi che lo compongono. Lo Zazen è chiamato anche il grande maestro, grande insegnante, è il fuoco che brucia le nostre illusioni attraverso una comprensione profonda, non razionale. Così come quando noi impariamo a camminare, a piegare un braccio, ad eseguire un qualsiasi gesto non riusciremmo mai a descrivere esattamente l'ordine in cui le nostre fibre nervose e i muscoli collaborano attraverso la contrazione e la decontrazione eppure, il nostro braccio si muove. Lo Zazen, esprime una comprensione che avviene attraverso lo stesso processo dell’agire.

La scienza occidentale da poco ha scoperto e dimostrato come noi stessi siamo parti integranti del mondo che percepiamo e che il processo della nostra stessa osservazione trasforma quello che vediamo. Perdonate la mia descrizione sicuramente poco competente ma se ‘osserviamo’ l’elettrone da una certa angolazione percettiva appare come una particella ma osservato da un'altra angolazione appare essere un'onda senza sostanza, semplicemente un movimento di energia... l'elettrone è un evento più che materia e l'osservatore stesso è parte integrante di questo evento.

Questo ci fa comprendere quanto la nostra azione influenzi la realtà, non solo la percezione della realtà ma la realtà stessa, e quanto questo richieda una grande attenzione, presenza e cura verso ogni piccolo dettaglio con cui entriamo in contatto.

Questo non è qualcosa che può essere imparato a scuola razionalmente, è qualcosa che va esperito con il corpo come la capacità di muovere un passo.
L'esercitare l'azione stessa ci restituisce una percezione, una comprensione intima e profonda.

Questo è uno scoglio insormontabile per la mentalità occidentale che pretende di capire e poi fare. Ed è per questo che da sempre i maestri invitano a sedere in Zazen senza dare tante spiegazioni... perché l'esperienza stessa dello Zazen permette una certa percezione e comprensione profonda che non può essere anticipata e spiegata a priori.

È ovvio perciò che l'esperienza dello Zazen, così come ogni altra esperienza, sia condizionata dall'azione di chi siede.

Il modo in cui sedete in Zazen è fondamentale; si potrebbe fare Zazen tutta la vita senza realmente fare l'esperienza dello Zazen. Siete voi stessi che condizionate la vostra esperienza con il vostro atteggiamento.

Ecco perché nel Dōjō c'è un continuo richiamo alla sincerità e al totale coinvolgimento nell’azione del sedere o in qualsiasi altra azione che compiamo, senza questo spirito l'esperienza dello Zazen diventa altro.

Adesso si propongono i corsi online di Zazen.

È un evidente strategia commerciale o di ricerca di consenso che ha poco a che vedere con lo Zazen.
Qualcuno sta cercando di venire incontro alla caratteristica occidentale che è quella di fuggire l’implicazione dell'incontro con l'altro che un’autentica pratica comporta offrendo un prodotto che sia più vendibile.

Ma non esiste Zazen senza implicazione e senza incontro.
Zazen è contaminarsi con la vita non mantenere una distanza di sicurezza.
Lo Zazen richiede di contaminarsi con l’altro, di ‘sporcarsi le mani’, di muovere un passo e lasciare che la gamba comprenda.
Dal contatto del piede col suolo comprendere cosa significhi davvero poggiare i piedi sulla terra.

Online, a debita distanza, si possono dare tante informazioni che rinforzano ancor di più la nostra già malata tendenza alla comprensione intellettuale, a quell’incasellare la realtà per addomesticarla.
Invece la potenza dell'educazione Zen risiede nella fisicità e presenza dell’essere qui, insieme, maestro e allievi in questo irripetibile momento decisivo, in questo bypassare il pensiero nell’agire con il corpo ‘contaminandosi’ l’un l’altro nel Risveglio. 

















#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #kusen 

venerdì 10 giugno 2022

Fermarsi per osservare

Sul rimanere immobili durante Zazen:

"Rimanere immobili non significa però sforzarsi, come farebbe magari il giovane soldato di guardia davanti al Palazzo Reale. Il corpo, di per sé, non si muove. Lo fa solo se riceve un impulso da parte della mente. Dunque se si rimane completamente immersi in uno stato contemplativo, il corpo se ne sta lì, immobile, senza voler cambiare nulla. Ogni movimento – come ad esempio cambiare posizione, dondolare, grattarsi, fare smorfie, eccetera – è comandato dall’ego, che si serve di quella che abbiamo chiamato “mente operativa”, la parte di noi dualistica, che si pone in antitesi alla realtà per volerla manipolare. Ma durante la meditazione noi cerchiamo la dimensione della contemplazione, dell’abbandono, del lasciare andare, del rimanere senza fare niente, per poter meglio osservare ciò che succede veramente. L’esperienza stessa ci dice che per osservare bene qualcosa bisogna stare fermi. Se sto camminando in un bosco e sento un suono che mi sembra quello di un animale che si muove, e voglio capire cosa succede, allora mi devo subito fermare, rimanere immobile ad ascoltare. Lo stesso se c’è qualcosa lontano o anche vicino che voglio osservare. Fermarsi per osservare, ecco cosa succede nella meditazione. Non è difficile, apparentemente. Basta esercitarsi a tenere a freno l’ego, che è sempre pronto a intervenire per manipolare la realtà, nel tentativo di dimostrarci l’impossibile: l’esistenza di un sé separato dal resto della realtà che ci circonda."

Paolo Subioli

















#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #albertocortese #rimanereimmobili #fermarsi #osservare #contemplazione 






martedì 7 giugno 2022

Essere scelto dalla meditazione





"L’hanno chiamato meditazione.

Perché la meditazione è la sola cosa che non si può “fare”, cioè si fa attraverso l’ amore, l’entusiasmo.

La realtà è che è il solo momento in cui non facciamo niente. Non c’è nessuna direzione deliberata, volontaria.

Il genere di vita in cui viviamo e in cui ci siamo lasciati radicare, è volontarista, che si concentra su tutto il sedicente individuo che fa e raccoglie il frutto dopo l’azione.

La paura è voler rifare ciò che si conosce. La meditazione non ha niente a che fare con questo. E’ una scelta. Forse è il solo momento della giornata dove il meccanismo del volere acchiappare, prendere e comprendere è a riposo.

L’ego non esiste, è un’illusione. Non un solo ego è capace di alzare una tazza di tè, è la vita che lo fa. L’ego è una finzione, un concetto molto pratico per le mondanità. Ma nella vita non c’è che la vita. Certo, la meditazione sembra venire da una decisione.

Ci si dice: “Vado a fare meditazione”, ma in realtà in quel momento non se ne ha la scelta. Si è presi.

Così come prima, non ne avevamo la scelta di non farla!

La vera meditazione è realizzare che non abbiamo mai avuto la scelta…e alla fin realizzare che non abbiamo da meditare. Quando realizziamo questo, prendiamo immediatamente coscienza di non fare nulla."



Jean Bouchart d'Orval
estratto da "Essere scelto", traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini



© Tora Kan Dōjō






#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #jeanbouchartdorval #esserescelto



venerdì 3 giugno 2022

Lavorare sé stessi

Pubblichiamo una pagina del diario di Etty (Esther) Hillesum scritta il 20 giugno 1942, in piena occupazione dell'Olanda. Il diario fu scritto tra il 1941 e il 1942 ad Amsterdam prima della deportazione di Etty ad Auschwitz, dove morì vittima dell’Olocausto il 30 novembre del 1943. Fu pubblicato postumo nel 1981.

Sabato sera, mezzanotte e mezzo [...] 

Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose. Si deve insegnarlo agli ebrei. Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l'ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c'erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell'unico pezzo di strada che ci rimane c'è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci niente, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po' spiacevole, possono privarci di qualche bene materiale o di un po' di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: con il nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, con il nostro odio e con la millanteria che maschera paura. Certo ogni tanto si può esser tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli. Trovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare sé stessi” non è proprio una forma di d'individualismo malaticcio. Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. E' l'unica soluzione possibile. E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d'eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra. 

( Diario, pagine 126-127 )

© Tora Kan Dōjō

www.iogkf.it

www.torakanzendojo.org









#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #ettyhillesum #diario #lavoraresestessi

sabato 28 maggio 2022

Voglio sapere se...

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;

se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni. Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio e continuare a gridare all’argento di una luna piena.

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due, e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove, voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso, 

e se veramente ti piace la compagnia che ti fai… nei momenti di vuoto.


Versi scritti da un’indiana della tribù degli Oriah, 1890

© Tora Kan Dōjō

www.iogkf.it










#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #tribu #indianidamerica #oriah #sogni #cuore #amore #fiducia #presenza #fuoco












sabato 21 maggio 2022

Aprire gli occhi del cuore

"Rifornire un battello sul fiume o costruire un ponte è elargire doni. Se comprendiamo il reale significato del donare capiremo che anche avere responsabilità sociali e operare per il bene comune è elargire doni. Anche la politica e le attività lavorative sono di per se un donare; quando viene il momento il vento fa cadere i fiori e l’uccello canta al ritmo delle stagioni.

 Dōgen Zenji, Shōbōgenzō 'Bodaisatta Shishōbō'

Lo so che a molti di voi piacerebbe che vi parlassi solo di uno Zen astratto, di un'astratta filosofia (più astratta è e meglio è per chi non vuole cambiare la propria vita ed impegnarsi nella pratica). Ma, mi dispiace per voi, lo Zen è estremamente pragmatico ed è anche innanzitutto porsi di fronte alla realtà ben saldi sulle proprie gambe senza distogliere lo sguardo. Non è una roba da pretini che si rifugiano in un monastero per sbarcare il lunario e fuggire il mondo  elemosinando consenso e scendendo a patti col potere è 'essere nel mondo ma non del mondo' è mettere la propria capacità, la propria consapevolezza, la propria compassione, affinate anche da anni di Pratica, al servizio del mondo. Lo Zen insegna anche il coraggio della propria libertà e delle proprie scelte consapevoli anche se impopolari. Lo Zen non ha nulla a che vedere con la ricerca di consenso e potere. Dunque lo Zen è anche politica intesa nel senso più nobile del termine, nel senso dell'Aristotelico πολιτιϰά, un nobile servizio alla Comunità. E per parlare della Comunità, di quel che serve, e come fare per poter 'servire' è necessario aprire bene gli occhi sulla realtà . E non bastano 'gli occhi della ragione' ma, per chi li ha aperti, sono necessari anche gli 'occhi del cuore'. E a volte è necessario 'prendere posizione' per mettersi al servizio (anche come semplice cittadino) soprattutto di fronte all'ingiustizia e per proteggere i più deboli. Il Buddha ha saputo 'prendere posizione'  contro il sistema delle caste dell'India del suo tempo, potete immaginare quanto fosse malvisto ed avversato dal potere dei Brahmani. Il Cristo fu crocifisso per aver preso posizione contro il potere nella difesa dei più deboli, oggi sarebbero considerati dei terroristi... Quindi la vera Pratica religiosa non è mai stata avulsa dalla realtà alla ricerca di un egoistico e astratto beneficio. La Pratica religiosa si è sempre esposta in prima linea senza curarsi del consenso, con una libertà di pensiero e di azione assolute. Questo è lo Zen che Pratico e cerco di insegnare.

Paolo Taigō Kōnin Sensei 

© Tora Kan Dōjō

www.iogkf.it

www.torakanzendojo.org









#zen #zazen #zensoto #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #dogenzenji #pensiero #pratica #comunita #politica #occhi #cuore #ragione #posizione




sabato 14 maggio 2022

La Memoria che ci accomuna

C'è un ultimo dato. Io sono suggestionato da ciò che riesco a capire riguardo alla scienza genetica. Noi siamo portatori in noi stessi di una memoria che risale alle origini della vita. Leggevo che nel mio codice genetico ci sono informazioni pari a volumi di due milioni di pagine. Sappiamo, da indagini fatte sul DNA, che il linguaggio che noi usiamo non è un linguaggio semplicemente indotto dalla cultura ma è la traduzione di potenzialità fonetiche segnate nei nostri cromosomi. C'è una grammatica in noi, c'è un linguaggio che precede i linguaggi. 

Vorrei dire: ognuno che ci accosta avrebbe infinite cose da raccontarci perché tutti ci muoviamo su questo codice genetico. Che significa razza bianca? razza gialla? Sono differenziazioni che risalgono a cinquantamila anni fa, cioè due battiti di polso. La nostra storia è comune e tutta questa storia è inscritta dentro di noi, in queste molecole genetiche che sono veramente delle condensazioni di informazioni. Noi siamo programmati da un pensiero che ci precede. C'è un pensiero che ci ha pensato e che ci pensa. Questa scoperta ci fa sentire intimamente affratellati da una storia comune ben più importante delle storie universali che stanno nei nostri scaffali, piccole favole degli ultimi giorni della specie. Non è possibile che le culture diverse, forse anche le più remote, abbiano da comunicarci messaggi per leggere i quali abbiamo già in noi il codice necessario? Io penso a questo come ad uno spunto importante per i dialoghi del domani, quando le nostre diversità rispettate si riveleranno insediate su una comunanza di memoria: la memoria che ci ha partorito, che ci ha costruito.

Ernesto Balducci'L'Altro'










#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #ernestobalducci #memoria #dna 

giovedì 5 maggio 2022

Ripetere rinnovando

 



"Se perdete lo spirito di ripetizione, la vostra pratica diventerà alquanto difficoltosa.

Lo zen non è una forma di eccitazione o agitazione, bensì concentrazione sulla nostra solita ‘routine’ di tutti i giorni."

 

Shunryu Suzuki Roshi

 

Niente di speciale, davvero niente di speciale.

Trasportare acqua e raccogliere legna, amava definire lo Zen un Patriarca Cinese.

Non vi stupite se entrando in un Dojo Zen in cerca dell'Illuminazione vi ritrovate con una scopa in mano, se non comprendete che, fin dall'inizio, il vostro Risveglio non può essere cercato al di là di quella scopa, state perdendo il vostro tempo.

Cosa significa 'spirito di ripetizione'?

Non ha niente a che vedere con una rassicurante coazione a ripetere ma ha a che vedere con il ripetere-rinnovando.

Ripetere raffinando in una ricerca infinita ed appassionata i gesti quotidiani perché in quel gesto, ogni giorno, possiamo scorgere l'immagine di quel che siamo, nella continua trasformazione di quel che ci compone ed entrare in relazione con tutte le esistenze che di momento in momento nascono e muoiono in una continua metamorfosi.

Tutto questo nell'offrire un bastoncino d'incenso o pulire un gabinetto, rendendo ogni azione sacra e assoluta.

Taigō Kōnin Sensei

















#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #shunryusuzuki #taigosensei #taigokoninsensei

sabato 30 aprile 2022

Cantiamo un destino comune


Pubblichiamo l'estratto di un Insegnamento offerto da Paolo Taigō Kōnin Sensei durante la Pratica Zen.

Gli uccellini stamattina ci stanno offrendo un prezioso sermone...

Ascoltando il loro canto potremmo pensare che è arrivata la primavera e con la primavera questi uccellini...

In realtà gli uccellini con il loro canto sono la primavera, non c'è nessuna primavera oltre questo canto.

Quando sediamo in Zazen siamo Buddha, non c'è nessun Buddha da cercare oltre questo Zazen.

L'uccellino non pensa di cantare per esprimere la primavera, il suo canto È la primavera.

Noi non pratichiamo per raggiungere o esprimere qualcosa in particolare, pratichiamo perché è la Natura di Buddha che si esprime e si manifesta nelle nostre azioni, così come la primavera si manifesta nel canto degli uccelli, nello sbocciare dei fiori, nello schiudersi dei germogli...

Quando pratichiamo stiamo cantando la primavera del Buddha, la primavera del Risveglio, la primavera della pienezza della vita...

Ce ne dimentichiamo troppo facilmente; la pratica che è la nostra via dovrebbe essere naturale come per l'uccellino cantare, non un'espressione artificiosa e forzata.

Questo possiamo farlo solo se ci spendiamo fino in fondo, nello spenderci scompariamo nell'azione comune... allora la Sesshin diventa il canto di uno stormo di uccelli in primavera.

Come uno stormo che si muove misteriosamente insieme, cambiando direzione, disegnando delle forme nel cielo, altrettanto accade in una Sesshin.

Bisogna innescare l'alchimia che permette all'azione comune di svolgersi quasi magicamente, ci si ritrova a muoversi insieme, senza calcoli, completamente abbandonati al flusso della Pratica.

È come camminare in una cordata in montagna.
Ognuno fa attenzione a come muove i propri passi per non rischiare di far cadere delle pietre contro chi segue e nello stesso tempo per proteggere e sostenere sé stessi e i propri compagni sapendo bene che si è legati da un destino comune.

Ognuno di noi deve fare attenzione solo al passo che sta compiendo in questo preciso momento... nient'altro è più importante.



Sesshin di Primavera 2022 al Tora Kan Dōjō

© Tora Kan Dōjō

www.iogkf.it

















#karatedo #okinawagojuryu #artimarziali #torakandojo #torakan #taigospongia #iogkf #moriohigaonna #karateantico #karatetradizionale #zen #zazen #zensoto #karate #artimarziali #budo #kenzenichinyo #bushido #dojo #taigosensei #gojuryu #karatedo #meditazione #buddhismo #kenzenichinyo #kenzenichinyoblog #taigokoninsensei #uccellini #primavera #canto #naturadibuddha #risveglio #vita #passo #scomparire #stormo  #montagna #sostenere #destino #sesshin #sangha