lunedì 3 luglio 2017

Schegge Budo e Zen - 3 luglio 2017




















"Smettete di parlare e non ci sarà più nulla che non comprenderete."

Proverbio buddhista



"Senza nessuna idea di tempo,
la tua Pratica prosegue e prosegue.
Momento dopo momento ti converte in te stesso."

Shunryu Suzuki Roshi



"Il maestro, in Giappone, è detto Shihan, ovvero esempio vivente. Le parole vengono usate secondo il principio 'mille volte fare, una volta chiedere', mentre noi siano educati all'opposto: mille volte chiedere, una volta fare."

Franco Bertossa Sensei




"Sawaki Roshi (grande Maestro Zen del ventesimo secolo) aveva studiato fino alla seconda elementare ma fu chiamato ad insegnare all'Universitá di Komazawa.
Approcciava gli studenti dicendo: 'se studiate per trovare lavoro é come se mangiaste al fine di defecare...' in origine studiare significava fare ricerche sulla propria vita.
Acquisire gli strumenti per puntare all'eccellenza, che non ha nulla a che vedere con il solo eccellere sugli altri, e lo studio non era mai scisso dall'educazione, intesa anche come educazione morale.
Senza un'educazione morale, religiosa, lo studio rischia di generare uomini arroganti che perdono di vista il loro posto nell'ordine delle cose e che sono animati da competitività finalizzata all'affermazione del proprio ego. Inoltre, e questi effetti sono sotto gli occhi di tutti, perdono il contatto con la propria interiorità e il rispetto verso il sacro ed il mistero riducendo tutto alla ragione umana.
Ecco che allora l'esperienza contemplativa dello Zazen diviene terapeutica perché pone l'uomo di fronte al mistero, disarmandolo delle sue armi intellettuali.
Lo pone di fronte alla domanda fondamentale: chi sei tu spogliato del tuo essere ingegnere, avvocato, muratore, marito, padre, figlio... Chi sei tu? Spogliato di tutto e ricondotto all'essenziale, al tuo respiro, al tuo corpo come corpo cosmico?"

P. Taigō Spongia Sensei



"La ripetizione e l'abitudine, consapevoli e inconsapevoli, aprono spesso porte che trascendono la nostra intenzionalità e comprensione..."

Alessandro della Ventura







© Tora Kan Dōjō


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