venerdì 20 maggio 2016

Ascolta come mi batte forte il tuo cuore



Proponiamo le interessanti riflessioni sull'empatia di un maestro elementare tratte dal blog:
https://glioplitidiaristotele.wordpress.com

Qualche giorno fa ho lanciato una sfida ai bambini della mia classe. Li avrei chiamati uno per uno, e dal banco avrebbero dovuto risolvere un’equivalenza scritta sulla lavagna. Se fossero riusciti a risolverle tutte, mi sarei impegnato a esaudire un loro desiderio. Sarei uscito dalla classe, loro avrebbero discusso cosa chiedermi, e al mio rientro la giornata scolastica avrebbe preso la direzione scelta dai bambini.
A patto di non chiedermi di evadere da scuola (quel giorno il tempo non sembrava favorire una nostra fuga nel quartiere) avrei prestato fede al mio impegno, ma, come una perlina dietro l’altra, avrei dovuto prima infilare nella mia collana immaginaria tutti i ventidue risultati esatti delle equivalenze.
I bambini hanno accettato la sfida con entusiasmo e, dopo l’eccitazione iniziale, in classe è piombato un silenzio irreale. A interromperlo soltanto la voce del bambino o della bambina chiamati in causa. Così le perline hanno iniziato a infilarsi nella collana e i bambini hanno cominciato a prendersi sempre più tempo per pensare, a indicare la crescente responsabilità di chi veniva coinvolto nel gioco. Sbagliare l’equivalenza quando già molti avevano superato la prova avrebbe significato vanificare ogni singolo sforzo, determinando la sconfitta dell’intero gruppo.
Poi è arrivato l’errore di G. Non serve essere appassionati di calcio per capire che il suo sguardo a quel punto sembrava quello che aveva Roberto Baggio nella finale dei campionati mondiali del ‘94, subito dopo aver tirato sulla luna il suo rigore e aver buttato la vittoria alle ortiche, regalandola al Brasile. G. aveva negli occhi il dispiacere per l’occasione sprecata e la colpevolezza di un condannato. Ma poi è successa una cosa bellissima. Dalle mani dei bambini è venuto fuori un applauso fragoroso e immediato. Come se fosse già una vittoria il solo averci provato, essersi impegnati e aver cercato di portare ogni nuovo punto nella speranza del risultato finale. La classe ha spezzato così la tristezza di G. esprimendo un’assoluzione definitiva e spontanea, che ha riportato rapidamente il sorriso sul volti di tutti.
Ogni bambino ha capito bene cosa provasse G. Ognuno aveva sentito o avrebbe provato le stesse emozioni. Il lavoro fatto in questi anni può far sbocciare un fiore inatteso. Altro che riuscire a convertire in centilitri una quantità espressa in litri! Avevamo capito una cosa molto più preziosa. Avevamo vissuto un verso della poetessa polacca Wisława Szymborska. Quel verso che dice Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.



1 commento:

  1. Bella questa esperienza che umanizza tutti, docenti e discenti.
    :)

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