sabato 18 agosto 2018

Un Fuoco Ardente




La tua lettera così colma d’amore mi ha fatto piacere.
Possa la tua fiamma vitale ergersi nitida verso la verità: questo è il mio unico augurio.

Per conseguire il divino occorre trasformare la propria vita in un fuoco ardente: mi auguro tu possa ricordarlo sempre.
Che tu sia addormentato o sveglio, se questo anelito, questa sete, questa rimembranza sarà presente in ogni tuo respiro –se sarà la focalizzazione della tua visione –, non sarà necessario fare altro. La sete, e quella sete da sola, sarà sufficiente per conseguirlo.

L’oceano è così vicino… ma in noi non c’è sete alcuna.
Quella soglia è così vicina… ma noi neppure bussiamo.
L’unica cosa necessaria è la capacità di vedere che il divino è sempre presente.

Purtroppo i nostri occhi si focalizzano su altre cose e la nostra mente è piena di tutto ciò che è inutile: ecco perché siamo incapaci di vedere ciò che è. Il cuore è coperto da altro, e il Sé è dimenticato. Questo rivestimento dev’essere rimosso: le alghe e i rifiuti che ricoprono le acque pure e limpide del lago devono essere eliminati; allora vedremo che nulla è mai stato perduto, nulla può essere perduto.

Io vivo costantemente nella verità, nell’essenza. È ciò che sono. E lo stesso vale per te: Tattvamasi, Shvetaketu; quello sei tu, Shvetaketu. Svegliati e ricorda: in ogni tua azione, ricorda colui che la sta osservando. In ogni tuo pensiero, fa’ in modo che la tua messa a fuoco sia su ciò che si trova dietro di esso.

Devi risvegliarti a quello spazio in cui non c’è né azione, né pensiero, né movimento. Lo si trova tra lo spazio e il tempo; lo si trova dove dimorano la pace, la beatitudine e il nirvana. Una volta trovato quello spazio, non occorre conseguire altro.
Trasmetti il mio amore a tutte le persone che amo.

Osho
Tratto da ‘Lettere d’Amore all’Esistenza’  ed. Feltrinelli





Nessun commento:

Posta un commento