sabato 11 agosto 2018

Non cercare vie di fuga

Pubblichiamo un'estratto da una lezione tenuta da Sensei Paolo Taigō Spongia presso il Tora Kan Dōjō durante la Pratica Zen. Le lezioni hanno un carattere colloquiale del quale tener conto durante la lettura.


Una lumaca scala con decisione il Monte Fuji nel dipinto di Yamaoka Tesshu Sensei



L’Hagakure insegna:

“È bene che il samurai, anche quando è sul punto di essere decapitato, conservi l'abilità di compiere un'ulteriore azione senza incertezze. Se saprà tramutarsi in un fantasma vendicatore e mostrare grande determinazione, benché privato della testa, egli non morirà”

“L'uomo calcolatore è un codardo. Affermo questo perché i calcoli concernono sempre il guadagno e la perdita, e l'opportunista si preoccupa sempre di ciò. Morire è una perdita, vivere è un guadagno ed è così che spesso si decide di non morire, ma questo è un atto di viltà. Allo stesso modo, chi ha ricevuto una buon'educazione può mascherare con la sua intelligenza ed eloquenza, la codardia o la cupidigia che costituiscono la sua vera natura. Molte persone non se ne rendono conto.”

“Abbiamo la tendenza a pensare che la vita quotidiana sia diversa dall'attimo decisivo; così, quando arriva il momento di agire, non siamo mai pronti [...] «il momento presente è adesso» significa prepararsi costantemente all'imprevisto.”

Coinvolgimento totale è quel che ci insegna lo Zazen.

Impegnare tutta la nostra attenzione ed energia nell’assumere la postura determina una metamorfosi del corpo e della mente (Shin Jin Datsu Raku).

Si incrociano correttamente le gambe, ci si centra e si distende la spina dorsale tra cielo e terra e si rimane lì di fronte a noi stessi e alla vita senza cercare vie di fuga.
L’uomo contemporaneo è sempre in cerca di vie di fuga e si dispone all’azione e alla vita con incertezza, senza una vera determinazione.

Raramente quando propongo ai miei allievi un semplice progetto d’azione mi sento rispondere: ‘Sì, ci sono!’ ‘Presente’, la riposta più frequente è: ‘penso di sì all’80%....’
Ci si lascia sempre una via di fuga, si prende tempo per calcolare profitto e perdite.
Ma come si può essere efficaci nell’azione se invece di guardare con determinazione davanti a noi ci guardiamo intorno in cerca di vie di fuga?
Se non siamo in grado di offrire una risposta chiara e decisa alla domanda che la vita ci pone di momento in momento (Genjō Koan)?

Lo Zazen e l’educazione Zen ci insegnano a non cercare vie di fuga e a rispondere alla vita : ‘Presente!!’ in qualsiasi condizione.

Philippe Petit, funambolo o meglio artista del cielo come ama definirsi, afferma: ‘Non ho mai paura sul filo, sono troppo impegnato’
Ecco, è questa condizione di spirito che si deve evocare in ogni azione della nostra vita.
Dovremmo vivere con la stessa concentrazione e determinazione che ci sarebbe richiesta se ci trovassimo in equilibrio su di una fune e fossimo chiamati a muovere un passo.
Non ci è dato pensare ad altro, dobbiamo muovere un passo deciso ed equilibrato senza esitazioni, senza troppi calcoli.

Ovvio che questo atteggiamento dello spirito debba essere allenato, proprio come il camminare sul filo. 
Si deve essere educati all’equilibrio e alla determinazione, soprattutto oggi, in questa società molle, che educa a fuggire ogni sforzo, difficoltà e responsabilità.
L’educazione del Dōjō, dello Zen e delle Arti Marziali, hanno anche questo obiettivo.

Le cosiddette arti marziali sono state addomesticate e adattate alla mollezza e pavidità dei praticanti odierni e farebbe un gran bene oggi a questi bambini che giocano ai samurai l’essere educati in un vero Dōjō Zen per ritrovare lo spirito del Budō.

Il mio primo Maestro affermava: 'Oggi lo Zen ha bisogno del Budō tanto quanto il Budō ha bisogno  dello Zen.'

Sempre il buon Petit afferma: ‘la mia esibizione dura pochi minuti ma ho chilometri di filo nella testa’.
Esercizio continuo (Gyōji) finchè il gesto diventa davvero nostro, spontaneo, naturale e pertanto sicuro.
Allora si potrà avanzare con decisione ed entusiasmo sul filo della vita come Petit tra le due torri.
Avanzando decisamente sulla nostra strada senza la necessità di cercare vie di fuga.




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