mercoledì 28 marzo 2018

La Mano che scaturisce dal Vuoto - The hand that spring out from emptiness


Testimonianze del Ken Zen Ichinyo Gasshuku
Roma, Tora Kan Dōjō, 19/21 Gennaio 2018

Lettera di Benvenuto al Ken Zen Ichinyo Gasshuku di Sensei Taigō
La tecnica divina, il waza magistrale, il gesto perfetto sono la stella polare della nostra ricerca quotidiana. E in questa ricerca si consuma una vita che diviene essa stessa opera d’arte. Come uno scultore che elimina il superfluo, momento dopo momento, in ogni colpo di scalpello è già compiuta l’opera, ogni passo è già la meta. Non ci sono scuse né per principianti né per esperti, non c’è un tempo migliore da attendere, delle condizioni più favorevoli. Questo istante è la nostra vita. Concentrati, godiamo di ogni incontro, di ogni gesto. Il gesto che nell’esaurirsi dell’istante risuona eterno riverberando nei tre tempi e nelle dieci direzioni. Esprimere un gesto armonioso, bello, richiede l’unificazione di mente e corpo e l’abbandono di ogni legame con i fantasmi illusori del passato e del futuro per spendersi senza riserve nel presente. Ken Zen Ichinyo Gasshuku, un breve ritiro, in cui assaporare l’aroma di una totale presenza, totale condivisione. Il gusto della pienezza del momento presente cui nulla manca. Mi auguro che il nostro riunirci possa offrirvi l’occasione di assaporare questa pienezza. Un gusto che una volta assaporato non ci abbandona più e diventa potente orientamento alla nostra vita. Quest’anno la Preziosa Presenza del Maestro Iten Shinnyo sarà una straordinaria benedizione, ispirazione e sostegno al nostro esercizio.
頑張ってください !!
Gambatte Kudasai !!
(Fate del vostro meglio !)

Monica De Marchi
"Shin Jin Datsu Raku..." lascia cadere corpo e mente... lascia cadere! La voce del Maestro Shinnyo riecheggia potente come un Sutra nel mio cuore e nella mia mente... Ho portato queste parole a riposo con me dopo lo Zazen, si sono risvegliate con me stamattina in Zazen. Nulla permane... L' attimo ti attraversa duro come un lampo, dolce come una carezza, e se ne va. Quel che rimane, come alla fine del suono di una campana, è il riverbero...La campana non smette di suonare per chi desidera ascoltare. Da Maestro ad Allievo, è il riverbero del cuore al cuore che nulla va cercando e che nulla vuole in cambio. Profondamente devoti l'un l'altro condividono e percorrono la stessa Via... Non esiste Amore più grande. Durante l'incontro nello Zendō con Roshi ieri sera mi è tornato in mente il ricordo di un ‘personaggio’ che una volta mi disse: "sei una persona dal cuore puro e, proprio per questo, al tempo stesso facilmente malleabile perché suscettibile a certi ‘riti magici’ (riferendosi allo Zen), alla presenza illusoria e ‘imponente’ della figura del Maestro. Perciò temo che nel mondo qualcuno si approfitterà della tua disponibilità e bontà d'animo... è un vero peccato!”' Feci un sorriso e me ne andai senza rancore... Quella sera stessa sedevo in Zazen nel Dōjō. Ricordo l'ombra del Maestro in Gassho che passava dietro di me... iniziai a piangere senza tregua... un fiume in piena di gioia. Essere nel posto giusto al momento giusto. Sono a casa... devo tutto al mio cuore! Casa mia è un sogno... Un sogno condiviso reso in Pratica con il Sangha, un costante richiamo alla cura di ciò che mi circonda. Sento Amore, così tanto da non riuscire più a trattenerlo... Casa mia è una nave, non so dove andrà, non conosco le onde che incontrerà, sarà difficile, sarà facile, non me lo chiedo. Casa è in ogni dove adesso. Assecondo questo ‘andare’ e sono qui. Che dono! Si, forse troppo grande per pensare che sia reale...Un tesoro trasmesso e la sua chiave devota...È così tanto questo ricevere che non sarà mai abbastanza il mio dare... Non basta una vita! Questo sì che è un vero peccato, direi oggi al mio caro ‘personaggio’...Oggi, al termine del Ken Zen Ichinyo Gasshuku, gli occhi materni e compassionevoli, le parole, il cuore puro, il sorriso sul volto di Roshi ne è stata la ri-conferma. Il Maestro Taigō, la candela accesa che mi permette di vedere; Il timone della nave nel vasto mare. Allineati assecondiamo la corrente: la gratitudine, un seme coltivato senza pensare ai frutti. L'esecuzione di un Kata è come un seme che non sa di germogliare, semplicemente nasce e si esprime nella sua totale natura senza pensiero futuro, dona tutto se stesso in quell'unica e irripetibile occasione... quando sarà maturo, non lo saprà. Continuerà a morire e a rinascere in ogni momento... La mente cade, sopraggiunge la totale presenza e nient'altro. E questa esperienza la si può comprendere solo se si vuole guardare a fondo nel cuore di un grande Maestro, se lo si guarda negli occhi durante un Kata...o mentre si versa un caffè...
È una trasparenza trasmessa dal Buddha.
Tre giorni insieme sulla nave. Sono trascorsi troppo in fretta, come diceva Sensei, proprio come un Mandala bellissimo soffiato via in un attimo... Nell'aria rimangono i colori, i profumi e l'essenza di tutti noi insieme in armonia, indissolubili. Rimangono indelebili nel cuore, per sempre. Ringrazio la Vita ogni giorno per avermi fatto incontrare tutto questo! Grazie al Maestro Iten Shinnyo che con la sua preziosa presenza sostiene il nostro cammino...
Grazie al Maestro Taigō,
Grazie con tutto il mio cuore!
Gasshō Monica

Toni Sonni
La mia esperienza riguardo il Ken Zen Gasshuku è stata meravigliosa!!! Mi sono sentita una piccola formichina facente parte di una grande comunità ma questa comunità non era confinata nelle stanze del Dojo...si estendeva man mano che passavano le ore...Non so è come se l 'Energia prodotta in quel luogo si espandesse all' universo. Ho visto tante volte un 'esibizione di Karate ma ossevare i praticanti con il Maestro da vicino ..sembrava che facessero una danza ...una danza con la potenza ,con l'eleganza con l'energia. Il loro essere 'presenti' era palpabile ed ho capito il perché di questo evento... c'era un filo conduttore con lo Zazen. Lo Zazen non è stare solo seduti ed il karate è il movimento dello Zazen. Ne sono uscita da questa esperienza 'svuotata' ma allo stesso tempo 'piena'. Grazie grazie e ancora grazie .
Toni

Papa Davide
L'esperienza di un Gasshuku ti lascia sempre qualcosa dentro, il cui ricordo magari col tempo si andrà anche ad affievolire ma inspiegabilmente, quasi magicamente, ti tornerà alla memoria quando meno te lo aspetti. Se vissuto per come deve essere ossia un incontro di vita sotto uno stesso tetto, ad indicarne la vicinanza tra i partecipanti, un Gasshuku ti fa scoprire l'insegnante che lo ha condotto, la Persona e l'Artista che fino a quel punto sapevi vagamente chi fosse ma che non avevi di certo idea di come potesse essere viverci a contatto. Il Ken Zen Ichi Nyo Gasshuku è la stessa cosa se non fosse che la scoperta non è rivolta ad un Maestro, ma a te stesso ed al gruppo, il Sangha, che vi ha partecipato. Come un direttore d'orchestra che coordina e dirige, il Maestro è lì presente, ma il vero Artista è il gruppo a cui il Maestro stesso fa parte, a cui anche l'ultimo arrivato o il non praticante fa parte. Si è parlato di impermanenza e difatti come tutte le cose anche questa si è conclusa, per cui è giusto lasciarsela alle spalle; voglio pertanto concludere il mio personale pensiero traendo spunto da una correzione sul kata Sanchin: “La parte posteriore è fondamentale e rischiamo di perderla se ci soffermiamo troppo su quella frontale, ma la cosa importante è mantenere viva la Pratica, solo così saremo in grado di Riscoprire il Kata quando ritroveremo il particolare perduto”.

Liberati Alessandra
Perfetto. Semplicemente perfetto. L'entusiasmo di ogni singolo individuo era tangibile. Forse è questo che ha dato origine all’alchimia. Sensei Taigō ha detto “Non pensavo che il Karate fosse tanto commovente”, riferendosi scherzosamente a noi spettatori con gli occhi lucidi dopo avere assistito ad una sua dimostrazione di Kata. Qualcosa di bello e di difficile spiegazione in quei momenti è successo.
Vedere il sangha impegnato in una dimostrazione di Karate è stato particolarmente emozionante.
Un altro capitolo a parte, lo si dovrebbe aprire per il maestro Shinnyo Roshi. Ogni volta che la si ascolta, sembra subito che tutto possa succedere, che l’altra prospettiva sia dietro l'angolo.
Ho avuto la sensazione di far parte di un’onda. Bellissimo. Sono sicura che al prossimo Gasshuku al Tora Kan saremo più' numerosi.

Mazzola Francesco
Non avevo mai vissuto un’esperienza così, dove ognuno con il proprio cuore e la propria mente ha reso possibile quest'armonia nel Dōjō. Anche le piccole cose sono diventate grandi donandomi un senso di gratitudine mai provato...tutto questo rimane impresso e permanente nel mio cuore e nella mia mente... Senza spirito di profitto ognuno ha donato qualcosa di se arricchendo l'essenza della nostra pratica, lasciando una traccia senza volerla lasciare, come il fumo dell'incenso che disegna distratto un percorso che svanisce nell'aria e accompagna un pensiero verso la consapevolezza.
Gasshō

Lorenzo Hōshin Giovannetti
Ho partecipato a molti Ken Zen Ichinyo Gasshuku e non ne è mai scontato l’esito. Non dobbiamo arrivare ad un risultato, ma l’efficacia (se così si può chiamare) di tale ritiro dipende unicamente da noi. Credo però che ci sia da osservare con particolare attenzione cosa cerchiamo quando ci addentriamo in un ritiro di alcuni giorni. Pace, tranquillità, un momento tutto per noi? Ecco il Gasshuku non è nulla di tutto questo...non c’è tranquillità e tanto meno spazi per noi. Pace...? Forse si, quella di coloro i quali non hanno nulla da perdere. In realtà, vedo il Ken Zen Ichinyo Gasshuku come l’abbandonarsi a un qualcosa, l’abbandonarsi non ad una persona o ad una pratica, nemmeno ad un’idea, l’abbandonarsi ad una atmosfera fatta di silenzio, respiro e sguardi. Mi posso considerare (se mi viene concesso) un veterano e garantisco che alla fine di ogni Ken Zen Ichinyo Gasshuku il risultato di questo ritiro è sempre lo stesso da parte di ogni partecipante, il sorriso e l’entusiasmo. È vero...a volte ci sono momenti di difficoltà, l’impatto con la privazione delle nostre piccole abitudini può rimanere indigesto a molti di noi (compreso al sottoscritto), ma poi accade sempre qualcosa di speciale al tal punto che quasi quasi che finisca sei dispiaciuto. È la pienezza di essere, di essere senza artificiose messe in scena del proprio ego, senza scuse e scusette. Si fa’, si sbaglia, si continua a fare, non si sbaglia più, non importa si continua, altra cosa, altro da fare, pasto formale, Karate, samu....e così via....no mente...! Nei miei primi Ken Zen Ichinyo Gasshuku spesso ero preoccupato (soprattutto da quando ho cominciato ad assumere dei ruoli di responsabile), ma poi tutto si è trasformato in un godimento del momento. Mi spiego. Vivo i tre giorni momento per momento, mi godo ogni ora di pratica, che sia lo zazen, il Karate, o i vari incontri, senza mai pensare a quello che verrà dopo, senza mai perdere la concentrazione del qui ed ora...pienamente presente (per quel che uno riesce a dare e fare).
HoShin

Alessandro della Ventura
Era ormai da almeno tre anni che attendevo con entusiasmo di vivere quest’esperienza del Ken Zen Ichinyō. Ritenevo che sarebbe stato sicuramente un evento inconsueto e molto potente ma non credevo che sarebbe stato a tal punto intenso e ricco di occasioni di incontro con sé stessi e con gli altri; come Sensei Taigō ci ha detto in apertura si tratta di un vero e proprio ‘laboratorio’, e quindi uno studio sul modo di relazionarsi con tutto ciò che ci circonda e che è dentro di noi, e soprattutto con i tempi e con gli spazi. Abbiamo tutti dovuto confrontarci con le difficoltà di organizzazione, di gestione degli spazi, di attenerci ad un programma e ad una forma specifica... ed abbiamo avuto la straordinaria opportunità di poter mettere a nudo la nostra natura e offrirla a beneficio degli altri e di tutte le esistenze, di momento in momento. È incredibile quanto possa essere relativo il tempo... questo seminario è durato così poco eppure sembra sia passata una vita... un'infinità di emozioni sono nate e fluite nei nostri cuori, nelle nostre menti; è stato davvero un viaggio dentro di sé in cui in certi momenti poteva esserci il rischio di perdersi... ma a guidarci e a darci il giusto orientamento c'è stata in questa occasione la preziosa presenza di Shinnyo Roshi. Personalmente le Sue parole sono state un vento soave che ha spazzato via tutte le nubi e ha spalancato il cielo della mia mente a una visione molto più chiara delle cose. Tutto questo e molto altro è stato il Ken Zen Ichinyō, e per tutto questo rendo infinitamente grazie a Shinnyo Roshi, al Maestro Taigō e ai miei compagni di pratica.
Gasshō

Francesco Neri
Basta sedersi in Zazen per due giorni di seguito, all’alba, per rendersi conto che “lo zen è una pratica forte” come ha detto Shinnyo Roshi. E’ stato possibile constatarlo durante il Ken Zen Ichinyo Gasshuku tenutosi al Tora Kan Dōjō del Sensei Paolo Taigō Spongia dal 19 al 21 gennaio. Devi sederti su un cuscino particolare, uno zafu, con le gambe incrociate o quasi, cercare l’assetto giusto che ti consenta di restare seduto in quella posizione che è un po’ difficile definire comoda, rivolto verso una parete, sguardo basso e corpo rilassato in modo naturale.
Tutto con alcuni compagni di pratica, tutto nel massimo silenzio e nella massima concentrazione. E allora ti rendi conto che la postura nello Zazen è tutto o quasi tutto. Una postura che viene tramandata da migliaia di anni e che mentre si pratica viene costantemente modificata. Assestarsi costantemente mentre si pratica, rettificare la propria postura diventa un’attività intensa.
E allora ci si rende conto che sedere in Zazen non è una pratica astratta in cui bisogna abbandonarsi in qualche modo o un modo di ‘sedersi’ in cui si rimane passivamente immobili ma diventa una attività che aiuta a sprigionare energia e, per usare, l’immagine suggestiva e fortemente evocativa di Spongia Sensei “la corretta postura diventa la rupe di una montagna da cui possiamo osservare il vasto panorama, un privilegiato punto di osservazione. Quel panorama siamo noi e tutto quello che passa attraverso di noi: pensieri, sensazioni, percezioni…” 



Testimonials from Ken Zen Ichinyo Gasshuku
Rome, Tora Kan Dōjō, 19/21 January 2018

Welcome Letter from Sensei Taigō to the Ken Zen Ichinyo Gasshuku participants.
The divine technique, the masterful waza, the perfect gesture are the polar star of our daily quest. And in this quest, a life - that becomes itself a work of art - is consumed. As a sculptor who eliminates the superfluous, moment by moment, in every chisel stroke, the work is already completed. Every step is already the goal. There is no excuse for beginners or experts, there is no better time to wait for, nor more favorable conditions. This moment is our life. Concentrating, we enjoy every meeting, every gesture.
The gesture that in the exhaustion of the instant resounds eternally, reverberates in the three times and in the ten directions. Expressing a harmonious and beautiful gesture requires the unification of mind and body and the abandonment of all links with the illusory ghosts of the past and of the future, as we engage ourselves without reserve in the present. The Ken Zen Ichinyo Gasshuku is a short retreat in which to savor the aroma of a total presence, total sharing. The taste of the fullness of the present moment to which nothing is lacking.
I hope that our meeting will offer you the opportunity to savor this fullness. A taste that once tasted does not abandon us anymore and becomes a powerful orientation for our life. This year the Precious Presence of Master Iten Shinnyo will be an extraordinary blessing, inspiration and support for our practice.
頑張ってください !!
Gambatte Kudasai !! (Do your best !)

Monica De Marchi
"Shin Jin Datsu Raku ..." let go the body and mind ... Let them drop!
The voice of Master Shinnyo echoes as powerful as a sutra in my heart and in my mind ...
I took these words with me while I was going to sleep after Zazen , then I woke up with those words this morning in Zazen.
Nothing remains…
The moment passes through you like a flash, sweet as a caress, and it goes away.
What remains, as at the end of the bell sound, is reverberation ...
The bell does not stop playing for those who want to listen.
From Master to Student, it is the reverberation from the heart to the heart that is not looking for anything and that does not want anything in return.
Deeply devoted to each other they share and travel the same way ...
There is no greater Love.
Last night, during the meeting in the Zendō with Roshi  I remembered a person who once told me: "you are a person with a pure heart and, for this reason, easily malleable because susceptible to certain 'magical rites' (referring to Zen), to the illusory and 'imposing' presence of the figure of a Master. So I fear that in the world someone will take advantage of your availability and goodness of mind ... it's a real shame! '' I smiled and left without rancor ...
That same evening I sat in Zazen in the Dōjō.
I remember the shadow of the Master in Gassho passing behind me ... I started crying relentlessly ... a river full of joy.
Being in the right place at the right time.
I'm home ... I give my heart!
My house is a dream...
A shared a dream made of Practice with the Sangha, a constant reference to the care of what surrounds me.
I feel Love, so much that I cannot hold it anymore...
My house is a ship, I do not know where it will go, I do not know the waves it will meet, it will be difficult, it will be easy, I do not ask. Home is everywhere now.
I follow this 'movement' and I'm here.
What a gift!
Yes, maybe too big to think it's real...
A treasure transmitted and its devout key...
It is so much this receiving that my giving will never be enough ... A life is not enough! This is a real shame, I would say today to the dear person mentioned above...
Today, at the end of the Ken Zen Ichinyo Gasshuku, the maternal and compassionate eyes, the words, the pure heart, the smile on Roshi's face has been the re-confirmation.
Master Taigō, the burning candle that allows me to see; The rudder of the ship in the vast sea.
Aligned we follow the flow: gratitude, a seed grown without thinking about the fruits.
The execution of a Kata is like a seed that does not know how to sprout, simply it is born and expresses itself in its total nature without future thinking, it gives everything it has in that unique and unrepeatable occasion ... when it will be mature, it will not know.
It will continue to die and be reborn in every moment...
The mind drops, the total presence arrives and nothing else.
And this experience can only be understood if one wants to look deeply into the heart of a great Master, if one looks into his eyes during a Kata ... or while he pours coffee...
It is a transparency transmitted by the Buddha.
Three days together on the ship.
They passed too quickly, as Sensei said, just like a beautiful Mandala blown away in a moment...
In the air the colors, the perfumes and the essence of all of us together remain in harmony, indissoluble.
They remain indelible in the heart, forever.
I thank Life every day for letting me meet all this!
Thanks to Master Iten Shinnyo who with his precious presence supports our journey...
Thanks to the Master Taigō,
Thank you with all my heart!
Gasshō
Monica

Toni Sonni
My experience with the Ken Zen Ichinyo Gasshuku was wonderful !!! I felt like a small ant that was part of a large community but this community was not confined in the rooms of the Dojo ... it extended as the hours passed ... As if the energy produced in that place was expanded to the universe. I have seen many times a Karate exhibition but observing the practitioners with the Master closely was a different story .. It seemed that they did a dance ... a dance with power, with elegance with energy. Their being 'present' was palpable and I understood the reason for this event ... there was a common thread with the Zazen. Zazen is not just sitting and karate is the Zazen movement. I came out of this experience 'emptied' but at the same time 'full'. Thank you, thank you, and thank you again.
Toni

Papa Davide
The experience of a Gasshuku always leaves you something inside. The memory with time might also fade but inexplicably, almost magically, it will come back to you when you least expect it.
If it is experienced in the way it should - a life under one roof to indicate the proximity between the participants - a Gasshuku makes you discover the teacher who leads it, the Person and the Artist that - up to that point - you vaguely knew but that you certainly had no idea of how he could be in a close contact situation, living together.
The Ken Zen Ichi Nyo Gasshuku is the same thing, only that it is not addressed to a Master, but to yourself and to the group, the Sangha, that participated in it. Like a conductor who coordinates and directs, the Master is there, but the true Artist is the group of which the Master himself is a part, together with the last arrived or the non-practitioner.
We talked about impermanence and in fact like all things, this also ended, so it is right to leave it behind. I therefore want to conclude my personal thought drawing inspiration from a correction on the kata Sanchin:
"The back is fundamental and we risk losing it if we focus too much on the front, but the important thing is to keep the practice alive, only in this way we will we be able to rediscover the Kata when we find the lost detail".

Liberati Alessandra
Perfect. Simply perfect. The enthusiasm of each individual was tangible. Perhaps this is what increased the alchemy. Sensei Taigo jokingly said "I did not think karate was so moving," referring to us spectators with shining eyes after witnessing his demonstration of Kata. Something beautiful and difficult to explain in those moments happened.
Seeing the sangha engaged in a demonstration of Karate was particularly exciting.
Another chapter apart should be opened for Master Shinnyo Roshi. Every time you listen to her, it immediately seems that everything can happen, that the other perspective is around the corner.
I had the feeling of being part of a wave. Very beautiful. I'm sure we'll be more numerous at the next Gasshuku at the Tora Kan Dojo.

Mazzola Francesco
I had never lived such an experience, where everyone with their own heart and mind made this harmony possible in the Dōjō.
Even the smallest things have become great, giving me a sense of gratitude I had never felt ... all this will remain imprinted permanently in my heart and in my mind.
With a nonprofit spirit, everyone has given something of himself, enriching the essence of our practice, leaving a trace without wanting to leave it, like the smoke of incense that draws distractedly a path that fades into the air and accompanies a thought towards awareness.
Gasshō

Lorenzo Hōshin Giovannetti
I have participated in many Ken Zen Ichinyo Gasshuku and the outcome is never obvious.
We must not arrive at a result, but the effectiveness (if this is the correct definition) of this retreat depends solely on us.
I think we should observe with particular attention what we are looking for when we go into a few days retreat.
Peace, quietness, a moment entirely for us?
The Gasshuku is none of these ... There is no quietness and much less space for ourselves.
Peace...? Perhaps yes, the one of those who don't have anything to lose.
Actually, I see the Ken Zen Ichinyo as abandoning oneself to something, abandoning oneself not to a person or a practice, not even to an idea, but abandoning oneself to an atmosphere, made of silence, breath and gazes.
I consider myself a veteran (if you allow me) and I guarantee that at the end of every Ken Zen Ichinyo the result of the retreat is always the same for every participant. Smile and enthusiasm.
It's true ... sometimes there are hard times. The impact caused by the deprivation of our little habits can be indigestible to many of us (including me), but then there is always something special about it, to the point that you are almost sorry when it ends.
It is the fullness of being, of being without artificial productions of our own ego, without excuses. You do things, you're wrong, you keep on doing, you are not wrong anymore, it does not matter, you go on, something else, something else to do, formal meal, Karate, samu .... and so on .... no mind ...!
In my early Ken Zen Ichinyo, I was often worried (especially when I started to assume responsibilities). But then everything turned out into an enjoyment of the moment.
Let me explain. I live three days, moment by moment, I enjoy every hour of the practice, be it Zazen, Karate, or other encounters, without ever thinking of what will come next, without ever losing the concentration of the here and now ... fully present (for what one can give and do).
Hoshin

Alessandro della Ventura
I have been enthusiastically waiting for at least three years for this experience of Ken Zen Ichinyō. I thought it would certainly be an unusual and very powerful event, but I could not believe it would be so intense and full of opportunities for meeting with oneself and the others. As Sensei Taigō told us at the beginning, it is a real 'laboratory' and therefore a study on how to relate to everything that surrounds us and that is within us, and especially with time and spaces. We all had to deal with the difficulties of the organization, space management, to stick to a program and to a specific form ... and we had the extraordinary opportunity to be able to get to our bare nature and offer it for the benefit of the others and of all existences, from moment to moment.
It is amazing how time can be relative ... this seminar has lasted so little and yet it seems like a lifetime has passed ... an infinity of emotions are born and flowed in our hearts and in our minds. It was really a journey inside of ourselves in which at times there could be the risk of getting lost. But on this occasion, leading us and giving us the right orientation, there was the precious presence of Shynnyo Roshi. To me, her words were a gentle wind that swept away all the clouds and opened the sky of my mind to a much clearer view of things.
All this and much more was the Ken Zen Ichinyō, and for all this I give thanks to Shinnyo Roshi, to Sensei Taigō and to my fellow practitioners.
Gasshō

Francesco Neri
Sitting in Zazen for two days in a row, at dawn, is enough to realize that "Zen is a strong practice" - as Shinnyo Roshi said. It has been possible to verify it during the Ken Zen Ichinyo Gasshuku held at Tora Kan Dōjō of Sensei Paolo Taigō Spongia from 19 to 21 January. You have to sit on a particular cushion, a zafu, with crossed or almost crossed legs, looking for the right attitude that allows you to stay seated in that position - that is a bit difficult to define comfortable - facing a wall with a low gaze and a body relaxed in a natural way.
Everything is done together with some fellow practitioners, in the utmost silence and maximum concentration. And then you realize that the Zazen posture is everything or almost everything. A posture that has been handed down for thousands of years and that while being practiced is constantly being modified. Settling constantly while practicing, rectifying one's posture, becomes an intense activity.
And then you realize that sitting in Zazen is not an abstract practice in which one has to abandon oneself in some way, nor is a way of 'sitting down' where one is passively immobile. It is an activity that helps you release energy and, to use, the suggestive and strongly evocative image of Spongia Sensei "the correct posture becomes the cliff of a mountain from which we can observe the vast landscape, a privileged point of observation. That landscape is us and all that passes through us: thoughts, feelings, perceptions...”
© Tora Kan Dōjō

lunedì 26 marzo 2018

Schegge Budo e Zen - 26 marzo 2018



"Non prestare orecchio alle menzogne
non farti soffocare dai maligni
non ti nutrire d'invidie e gelosie."

Franco Battiato, Le aquile non volano a stormi



"Bisogna muoversi come ospiti pieni di premure, con delicata attenzione, per non disturbare. Ed è in certi sguardi che si vede l'infinito."

M. Sgalambro, Tutto l'universo obbedisce all'amore



"Una religione che non abbia niente a che fare con l'atteggiamento fondamentale nei confronti della propria vita è solo una sciocchezza. [...]
Per lo più le persone non agiscono in base a penetranti intuizioni sulla propria vita. Fanno le cose per ripiego... 
Nascere umani è raro, e noi dovremmo esserne grati e impegnare la nostra vita in modo significativo. È assurdo deprimersi solo perché non si hanno soldi. È da stupidi piangere solo perché si è stati lasciati dalla propria fidanzata. Piuttosto, essendo nati umani, dovremmo vivere una vita degna di essere vissuta."

Kōdō Sawaki Roshi, Kōdō il senza dimora




"Vedo praticanti di arti marziali che continuano a credere che basti allenare duramente la tecnica ed il corpo per raggiungere la maestria.
Sono completamente fuori strada.
Possono sfiancarsi ore ed ore tutti i giorni ma non otterranno nulla più di ciò che avrebbero ottenuto dedicandosi a del buon fitness.
Quando si troveranno di fronte a quella che gli inglesi chiamano ‘the real thing’, di fronte alla realtà della vita come del combattimento, il coniglietto impaurito che hanno mascherato da tigre per tanti anni salterà fuori e comincerà a tremare, basta guardarli negli occhi per capirlo.
È l’educazione dello spirito, della mente, che fa la differenza e davvero pochi, specie in Occidente, l’hanno compreso e praticato."

Paolo Taigō Spongia Sensei



"Che grande limite il 'volere' dell'uomo...
Chissà se un giorno ci fermeremo ad osservare quel fiore che sta lì e basta, così elegante, teso alla luce, così fiero di sé, senza saperlo."

Monica De Marchi


mercoledì 21 marzo 2018

La Pazzia dell'Amore



"Voi mi dite: “La vita è difficile da sopportare”. Ma a che scopo avreste allora al mattino il vostro orgoglio e alla sera la vostra rassegnazione?
Che cosa abbiamo in comune con il bocciuolo di rosa che trema perché gli è caduta addosso una goccia di rugiada? È vero: amiamo la vita, non perché siamo abituati a vivere, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un grano di pazzia nell’amore. D’altra parte c’è sempre anche un po’ di ragione nella follia. E anch’io che voglio bene alla vita penso che le farfalle e le bolle di sapone, e tutto ciò che v’è fra gli uomini di simili ad esse, sappiano più degli altri ciò che sia la felicità. Veder svolazzare queste piccole anime così leggere, così graziose, agili, folli, ecco ciò che seduce Zarathustra fino a farlo versar lagrime e comporre canzoni. 
Io potrei soltanto credere a un Dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, solido, profondo, grave: era lo spirito della pesantezza, tutte le cose cadono a causa di lui. 
Si uccide non in seguito all’ira, bensì attraverso il riso. Su uccidiamo lo spirito della pesantezza! Ho imparato a camminare: da quel giorno mi piace correre. Ho imparato a volare: da allora non voglio più essere spinto per muovermi dal mio posto. Ora sono leggero, ora volo, ora vedo me stesso sotto di me, ora un dio danza attraverso di me."

 F. Nietzsche  - Così Parlò Zarathustra

lunedì 19 marzo 2018

Schegge Budo e Zen - 19 marzo 2018





















"Se non hai determinazione non può accaderti niente, non basta ascoltare le parole mie o di qualcun'altro. Nel mondo sono esistite molte persone che hanno detto cose davvero valide: se fosse stato possibile che qualcosa accadesse solo grazie alle loro parole, adesso tutto il bene si sarebbe già manifestato. Nessuno può far niente per l'uomo, a meno che ciascun uomo sia pronto a fare qualcosa per il proprio bene. Nel viaggio spirituale senza il contenitore della determinazione non potrete mai raggiungere alcuna soddisfazione o appagamento."

Osho, Ricominciare da sé



"Si cerca tanto la porta da aprire per la Verità e non ci si accorge che la porta è già aperta..." 

F. Kafka




"Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato. Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente. La scontentezza dell'anima porta l'uomo a desideri eccessivi."

Epicuro, Esortazioni



"Quando mangiamo un biscotto, ne osserviamo e apprezziamo la forma poi in bocca viene ridotto ad una poltiglia. C’è una grande differenza tra quello che portiamo alla bocca e la poltiglia che si forma nello stomaco, tutt’altro che allettante. 
Anche se contiene le stesse sostanze la poltiglia è molto meno allettante del biscotto.
Questo dimostra quanto la forma sia importante ed abbia il suo specifico valore e scopo nel momento in cui si manifesta.
Per questo la Pratica Zen ci educa ad avere cura di ogni forma nel momento in cui si manifesta. 
Guardiamo il biscotto e ne apprezziamo la forma prima di portarlo alla bocca. E’ molto differente dall’ingozzarsi come facciamo oggi. E questo vale per ogni gesto che nutre il nostro spirito tanto quanto il cibo nutre il corpo.
Se trascuriamo la forma, considerandola superflua, ci nutriremo della poltiglia senza mai poter godere del biscotto..."

Paolo Taigō Spongia Sensei




"Nella vita...
Scivola il sudore passando attraverso le ossa, 
fin dentro l’anima.
A volte si sente l’odore del sangue dentro il respiro, mentre passa come un fiume in piena ogni cenno di insicurezza, paura o disagio."

Valerio Proietti Sensei

venerdì 16 marzo 2018

L'Arte di Vivere





L’azione che mettiamo in atto ogni giorno è fatta di piccoli gesti, piccoli passi. Ogni volta che ci muoviamo in modo sgraziato, distratto, esercitiamo una terribile violenza su noi stessi. Ogni gesto, ogni passo, ha una ripercussione sul nostro corpo e sulla mente.

Anche la scienza sta dimostrando che la sfera fisica e quella psichica sono in intima relazione tra loro, hanno un’influenza reciproca. Lo Zen e le Arti Marziali lo sanno da sempre e lo mettono in atto.

Anche camminare è un’operazione rituale che non va data per scontata, è una dimensione del corpo-mente che richiede di essere esplorata ed è un’esplorazione che non ha mai fine.

Dobbiamo applicarci a considerare il nostro corpo e la nostra mente come un luogo di studio, il laboratorio del nostro Risveglio.

Taigō Sensei

lunedì 12 marzo 2018

Schegge Budo e Zen - 12 marzo 2018






















"Ciascuno di noi deve vivere il proprio sé. Chi è più bello, chi è più intelligente: tu o io? Non c'è nessun bisogno di paragonarsi agli altri."

Kōdō Sawaki Roshi, Kōdō il senza dimora (Uchiyama Roshi)



"Ci sono momenti così, crediamo nell'importanza di ciò che abbiamo detto o scritto fino a quel punto, soltanto perchè non è stato possibile far tacere i suoni o cancellare i tratti, ma ci entra nel corpo la tentazione del silenzio, il fascino dell'immobilità, stare come stanno gli dei, zitti e tranquilli, solo ad assistere."

José Saramago, L'anno della morte di Riccardo Reis




"Quando c'è da lavorare il praticante zen lavora, senza tirarsi indietro.
Quando è il momento di agire agisce.
Quando ritiene necessario ribellarsi, non tentenna."

Philippe Kapleau



"L’azione che mettiamo in atto ogni giorno è fatta di piccoli gesti, piccoli passi. Ogni volta che ci muoviamo in modo sgraziato, distratto, esercitiamo una terribile violenza su noi stessi. Ogni gesto, ogni passo, ha una ripercussione sul nostro corpo e sulla mente.
Anche la scienza sta dimostrando che la sfera fisica e quella psichica sono in intima relazione tra loro, hanno un’influenza reciproca. Lo Zen e le Arti Marziali lo sanno da sempre e lo mettono in atto.
Anche camminare è un’operazione rituale che non va data per scontata, è una dimensione del corpo-mente che richiede di essere esplorata ed è un’esplorazione che non ha mai fine.
Dobbiamo applicarci a considerare il nostro corpo e la nostra mente come un luogo di studio, il laboratorio del nostro Risveglio."

Paolo Taigō Spongia Sensei




"Il Karate-dō è un tesoro inestimabile: ogni volta che pratichi c'è in serbo per te un grande insegnamento se riesci a mantenerti umile e ad aprirti al miglioramento... e così dovrebbe essere in tutte le cose; se ti 'apri' al mondo e sei disposto ad accoglierlo avrai sempre da imparare e da scoprire in questa vita."

Alessandro della Ventura