lunedì 13 marzo 2017

Schegge Budo e Zen - 13 marzo 2017



"Per praticare l'arte della spada bisogna entrare in un luogo particolare dove ci si allena (Dōjō).
E' molto di più che entrare in un'aula scolastica qualsiasi ed uscirne.
Alla base c'è una solenne promessa che intercorre tra maestro ed allievo.
La ragione di ciò sta nel fatto che l'insegnamento dell'arte della spada è impartito direttamente faccia a faccia dal maestro all'allievo. Per ricevere questo genere di istruzione individuale, al momento dell'ingresso nella scuola deve essere fatta una promessa formale.
La relazione tra maestro e allievo è analoga a quella tra padre e figlio.
Certa gente considera esagerato questo modo di vedere, ma è il corretto abito mentale da assumere."

Yamaoka Tesshu Sensei



"Io non sono né buddista né cristiano. Io sono quello che sono."

Uchiyama Roshi, Kōdō il senza dimora



"Molte persone prendono la fede per una sorta di estatica ebbrezza. La vera fede nasce quando si è smaltita la sbornia."

Kōdō Sawaki Roshi





"Poco dopo essere arrivata in America per riunirsi al marito, la moglie di Suzuki Roshi gli disse: 'Perchè ti dai tanto da fare per preparare il discorso? Piove, e l'ultima volta che è piovuto sono venute solo due persone. Speriamo che questa sera ne vengano almeno una decina'.
Suzuki rispose: 'Uno o dieci, non fa alcuna differenza'."

Dovremmo chiederci:
qual è la vera motivazione che ci spinge a 'condividere' lo Zazen?
Mi è capitato spesso che qualche praticante più anziano del dōjō si proponesse per offrire altre occasioni di pratica, poi, quando si trovava con poche o nessuna persona desisteva...
Se vuoi offrire lo Zazen devi essere disposto a sedere da solo.
Non si tratta di cercare consenso o tantomeno autoaffermazione.
Creare l'occasione è già il tuo servizio, far sì che tutto sia pronto per ricevere un ospite che non hai nessuna garanzia che accolga il tuo invito.
Allora, il tuo invito, sarà fatto ad ogni esistenza ed ogni esistenza, in quel momento, sarà seduta con te.

P. Taigō Spongia Sensei





"Zazen non è cercare qualcosa di speciale, uno stato onirico o di estasi... è andare a fondo nella propria umanità e in quell'abisso scorgere la propria vera natura, in armonia con tutte le cose."


Alessandro della Ventura









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