domenica 12 maggio 2013

Il corpo si sciolse, prendendo la forma del vento


Il corpo si sciolse, prendendo la forma del vento. Il gioco della spalla istruiva la gamba. La gola placava il tallone e ammorbidiva i legamenti alla caviglia. Un tocco della lingua contro un dente, e la coscia si rilassava. Il gomito fraternizzava con il ginocchio. Una tensione del collo correggeva l’anca. E il centro: il centro che non si muoveva mai. Il ventre come un recipiente pieno d’acqua.

(da Let the Great World Spin Foreven Down di Colum McCann sull’impresa di Petit)



Commento di Taigô Sensei:

Magia del corpo nell’azione totale Zen-i.
Quando il centro è nel ventre la pienezza muove corpo-mente senza la fallace intermediazione del pensiero.
Sul filo e sulla terra un piccolo cambiamento nella posizione di un dito determina un cambiamento in tutto l’insieme.
Ne fa l’esperienza chi siede in Zazen.
La tensione della nuca, la posizione dei pollici, influenza istantaneamente la qualità del pensiero.
Altrettanto nell’eseguire un kata la posizione delle dita è cruciale.
La mano pensa ed influenza il pensiero di tutto il corpo.
Karate-dō: la Mano che scaturisce dal vuoto.
Kata Sanchin, Una mano troppo rilassata e tutto il lato corrsipondente del corpo perde tono e concentrazione.
Come nel camminare su di un filo la nostra pratica è ritornare al centro di momento in momento e ritrovare il perfetto equilibrio nell’istante che ci si trova a vivere.
Nella gioia come nel dolore, nella salute e malattia.
Sono sufficienti piccoli assestamenti della postura, del respiro… per ritrovare il centro e un pensiero libero e intuitivo.
Sawaki Roshi paragonava lo Zazen all’andare in bicicletta, si deve continuamente pedalare per rimanere in equilibrio ma è un equilibrio rilassato che permette di godere del paesaggio.
Citando Takuan Zenji, la mente che non si muove è la mente che non si ferma su nulla e tutto abbraccia in un solo sguardo.




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