mercoledì 15 dicembre 2010

Schegge di Preziosa Memoria



Qualche settimana fa ho postato la cartolina funebre che scrissero i miei nonni per annunciare la morte, nella Battaglia di Montecassino, di mio Zio Alfredo.

Potete leggere qui l'articolo:  

Lo scorso 8 Dicembre (il giorno successivo alla ricorrenza della morte di Alfredo) mia madre mi ha fatto dono di un altro prezioso e toccante documento che desidero e ritengo doveroso condividere con tutti voi perché la memoria della lealtà, coraggio e nobiltà di questi uomini non vada persa.

Qui potete visionare e leggere il documento originale:

In un momento come quello che sta vivendo il nostro Paese ormai povero di esempi di lealtà, coraggio e onore, la memoria di questi uomini, delle loro gesta, emozioni, ideali, può essere la scintilla che risvegli ad una nuova consapevolezza gli spiriti anestetizzati. 

Si tratta di una lettera recapitata ai miei nonni, scritta dal Sergente Riccardi, nella quale descriveva gli ultimi momenti di Alfredo.
La lettera giunse quando già i genitori di Alfredo avevano raccolto le sue spoglie.
Ma quel che è più toccante di questa lettera è che il Sergente Riccardi non ebbe la possibilità di spedirla e morì pochi giorni dopo sul campo di battaglia (come scrive a matita in calce il sergente che l’ha inoltrata).

Il Sergente Riccardi scrisse, il giorno prima di morire, una struggente lettera alla madre in cui le dà il suo addio usando parole di grande coraggio e nobiltà.
La lettera del Serg. Ricccardi alla madre è pubblicata sul sito www.dalvolturnoacassino.it (che ringraziamo per il loro prezioso lavoro) e potete leggerla qui:

Questo il testo che vi ho trascritto della lettera inviata ai miei nonni:

Caro signore, il compito da lei richiesto non è certamente uno dei meno gravosi ma è con orgoglio di soldato e per i vincoli di affetto che ad Alfredo mi legavano che mi accingo a farlo sicuro di adempiere così uno dei più sacrosanti doveri derivanti dall'amicizia confermata sui campi di battaglia. 
So che in certi frangenti a nulla contano le parole voglio però pregarla di essere forte e fiero che suo figlio abbia compiuto sino all'ultimo il suo dovere di soldato.
Il nostro battaglione entrò in linea il giorno 6 dicembre 1943 e la notte del 7 il piombo nemico volle consacrare in Alfredo il primo caduto dell'esercito di questa Nuova Italia.
Una scheggia di mortaio lo colpiva all'altezza del cuore;
subito venne soccorso da noi tutti che ci trovavamo vicini ed immediatamente trasportato all'infermeria.
Nulla fu lasciato intentato ma il destino purtroppo doveva avere il sopravvento.
Causa la mortale ferita ed il centro vitale colpito brevissima è stata la sua sofferenza, infatti durante lo stesso trasporto al pronto soccorso soccombeva lasciando un vuoto incolmabile nella famiglia della nostra 3a moto dove era da tutti stimato e benvoluto.
I pochi oggetti personali furono consegnati ad un suo carissimo amico che devi averli presso di sé ed il cui indirizzo è il seguente: …………
Altro materiale, cioè oggetti di corredo personali borghesi, si trova tutto ora alla nostra base di Airola (?) e sarà cura mia farglielo pervenire non appena detta base si raggiungerà.
Le trascrivo inoltre l'indirizzo del nostro caro Capitano Castelli che potrà confermarle quanto sopra e che fu particolarmente colpito dalla scomparsa di uno dei suoi migliori capi-squadra ed allievi.
Capitano castelli Enea 51º battaglione bersaglieri.
Il corpo di Alfredo è stato sepolto nel cimitero di guerra di (…?...) Valle di Lauro presso Mignano (davanti Cassino) croce n. 3 o 4.
Gli eventi bellici ( dal 6 febbraio con un altro battaglione ) non mi hanno permesso di recarmi personalmente da Lei ma pur sembrando forse gelide le parole vorrei rassicurarla che sono sempre felice di poter dare un minimo di consolazione al suo cuore di padre.
Il ricordo del nostro Alfredo ci accompagnerà ovunque e sarà per noi sempre di incitamento a meglio fare seguendo le sue orme d’avanguardia sulla via del dovere e dell’onore.

Vostro Sergente Riccardi Giuseppe

in calce a matita:

Egregio Sig. Aguzzi,
siccome il sergente Riccardi non ha potuto inviarvi prima la lettera perchè come ben sapete le lettere non sono ammesse, con piacere oggi, per mezzo di un amico, vi faccio recapitare questa lettera e con vero dolore vi comunico che il sergente Riccardi è caduto in combattimento qualche giorno dopo aver scritto la presente.
Questo è il nostro destino.

Tante cordialità e le mie più sincere condoglianze.

Sergente Menichini (?) Paolo

Sofia, la madre di Alfredo, è accolta dai Bersaglieri quando giunge sul luogo della sepoltura. Gli sguardi sono straordinari, esprimono compiutamente lo sgomento e il dolore di quei momenti


Sofia, madre di Alfredo, giunta sulla tomba del figlio.



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