mercoledì 20 dicembre 2017

L’addio agli aghi o l’importanza delle cose

Pubblichiamo questo splendido articolo tratto dall'interessantissimo blog di Laura Imai Messina: 'Giappone Mon Amour' che vi invitiamo caldamente a seguire e che ringraziamo.


Questo il link diretto all'articolo:





Oggi in Giappone è il giorno in cui gli aghi da cucito che si sono rotti vengono portati al tempio「針供養」(harikuyo).
Mi sono chiesta il perchè. Aghi? Rotti? E perchè al tempio?
Mi hanno risposto le studentesse e mia suocera che ho raggiunto al telefono mentre aspettavo il treno. Pezzetti di informazioni che cuciti tutti insieme hanno fatto di una tradizione, come sempre, un dono. Qualcosa che è di tutti ma, da oggi, anche un po’ mio.
Una tradizione che risale all’epoca Edo e che ha la finalità di ringraziare gli aghi per il lavoro svolto. Aghi dalla cruna rotta, aghi spezzati, piegati dallo sforzo. Un gesto che è bello per davvero. Dedicare tempo e un viaggio verso il tempio ad un oggetto che, con dedizione, ha lavorato per noi a lungo.
Quanta delicatezza, ho pensato.
Ed anche se adesso sono ormai soprattutto le persone che lavorano nell’ambito della sartoria giapponese ad onorare questa tradizione, penso a quanto da quest’ultima ci sia ancora da imparare.
Vorrei che questa attenzione al lavoro svolto dagli oggetti, potesse essere estesa a molte altre coseche circondano la nostra quotidianità e che ci limitiamo ad usare e, una volta che non ci servono più, a gettare via.
Dare più importanza a ciò che acquistiamo e che ci accompagna nella vita di tutti i giorni avrebbe come risultato quello di curare maggiormente noi stessi. E il consumismo avrebbe finalmente un freno. Perche’ nell’attribuire anima a una cosa la si cura. La si sostituisce solo quando è veramente necessario.
E allora osservo la copertina tutta rovinata del mio dizionario elettronico, il cucchiaio di legno che accompagna le mie danze in cucina da tantissimi anni, lo schermo rigato del mio cellulare, la custodia del mio pc portatile, la pentola consumata in cui ho cucinato i miei primi piatti per Ryosuke.
E mi dico che tra tutti, quelli più consunti, sono proprio quelli che di me raccontano di più. Quelli che conosco meglio. E che di me sanno più degli altri.




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