lunedì 30 ottobre 2017

Schegge Budo e Zen - 30 ottobre 2017





















"Il Karate inizia e finisce con il Rispetto..."

Anko Itosu



"Il termine narau, ‘studiare’, ha più l’accezione di ‘ripetere qualcosa ancora e ancora e ancora.’ 
Potremmo anche definirlo ‘imparare’, ma non necessariamente imparare qualcosa di nuovo. Forse il termine migliore potrebbe essere ‘praticare’.
Praticare la Via del Buddha è praticare il proprio sé, o soltanto vivere la vita. Questo apparente processo di ripetizione non è niente altro che vivere la propria vita.
Solo coloro che hanno una grande fede e una grande capacità possono comprendere che noi siamo già così! Lasciate che si riveli. 
Non avete bisogno di acquisire nulla in nessun luogo o da nessun altro - questo è shikantaza. Voi e lo Zazen diventate uno - questo è il Buddha!"

Taizan Maezumi Roshi




"Non dovete distrarvi durante zazen, né durante l'allenamento delle arti marziali. Bisogna praticarli a fondo, concentrandosi, impegnandosi totalmente. Non bisogna serbare una parte di energia come riserva. Concentrarsi significa esprimerla, scaricarla totalmente. Se durante un combattimento ci si risparmia non si può vincere. È un segreto delle arti marziali, e di ogni azione della nostra vita."

Taisen Deshimaru Roshi, Lo Zen e le arti marziali



"Lasciare qualcosa, soprattutto l'intenzione di lasciare qualcosa, già ha contaminato quel che poteva esser lasciato.
Povero illuso chi pensa che la sua mano 'cambi qualcosa che prima era qualcos'altro'...
illuso ed arrogante.
Se penserai che è la 'tua' mano che cambia qualcosa allora avrai solo agito con violenza e arroganza.
Il momento in cui non è più la 'tua' mano a 'creare', 'toccare'... allora sarà la mano dell'Universo intero a creare tramite te.
Allora anche tosare un prato e tagliare fieno diventa un'opera d'arte e non è meno importante nell'economia del cosmo di chi scrive un libro o erige un palazzo, anche se nessuno potrà mostrare apprezzamento."

Paolo Taigō Spongia Sensei






"Quel che resta del tempo...
Quel che torna e non torna...
Quel poco d'eterno che porto nel cuore,
senza malinconie.
L'abbraccio infinito di gratitudine di tutte le cose."

Monica De Marchi

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