lunedì 7 novembre 2016

Anniversario VII Dan

Novembre 2015 - Okinawa. Alla fine del Gasshuku dei Capo Istruttori, dopo aver sostenuto e superato l'esame per il VII Dan, Sensei Paolo Taigō Spongia ha rivolto queste parole di ringraziamento. A distanza di un anno ci piace ricordarle.

Questa sera, durante il Sayonara Party che ha chiuso il nostro Chief Instructor's Gasshuku, Higaonna Sensei mi ha riconosciuto il Nanadan (7° dan) a seguito dell'esame sostenuto mercoledì scorso. Ringrazio il mio Maestro e la commissione internazionale composta da Sensei Tetsuji Nakamura, da Sensei Bakkies al quale faccio le mie congratulazioni per il suo 9° dan (Bakkies Laubscher Sensei è l'allievo più anziano di Higaonna Sensei), Sensei Henrik Larsen (congratulazioni per il suo 8° dan) e Sensei Ernie Molyneux. Li ringrazio per avermi, ancora una volta, concesso la loro fiducia e attribuito un grado così alto che faccio fatica a pensare di meritare appieno e che mi sprona ad impegnarmi ancora di più nel mio perfezionamento per esserne all'altezza.
Ringrazio tutti i miei allievi di ogni livello e in particolare coloro che mi accompagnano in questo affascinante viaggio da molti anni. Vi ringrazio perché non sarei mai arrivato a questo, che non è un punto d'arrivo ma di passaggio, senza di voi. Voi siete diventati degli ottimi praticanti ed insegnanti e la vostra crescita è stata la mia crescita. Non potrebbe essere altrimenti. E' solo insegnando con passione a degli allievi appassionati che si può continuare a crescere. E' solo ricercando insieme l'eccellenza che ci si può avvicinare ad essa. Il nostro non è un Cammino che si può percorrere da soli, è più simile ad una cordata di montagna, chi è avanti e traccia il sentiero è legato e sostenuto da tutti gli altri e nessuno rimane indietro, un passo di uno è un passo di tutti e, in fondo, non c'è nessuna vetta da raggiungere perché il traguardo è già tutto nel comune sforzo appassionato e nella condivisione di un paesaggio unico e meraviglioso.
Ho confidato al mio Maestro questa sera, mentre stringevo la sua mano tra le mie, che solo dalle sue mani avrei potuto ricevere questo dono e quando mi ha comunicato il suo invito a sostenere la prova, pur sapendo di essere ben lungi dal meritare pienamente un tale riconoscimento, non ho potuto fare a meno di accettare. E che il dono più grande è stato vederlo di nuovo con noi nel Dōjō con la sua inarrivabile forza e praticare ancora sotto il suo sguardo severo e amorevole. Infine ringrazio la mia famiglia, Olga, Josien, Daniel, Elise e la piccola Sasha che già mi ha voluto accompagnare in questo viaggio e mi ha fatto sentire la sua presenza. Il loro sostegno e la loro forza nel tempo e nelle difficoltà mi hanno permesso di percorrere serenamente il Cammino al quale sono stato chiamato e al quale ho dedicato la mia vita. Grazie a tutti dal più profondo del cuore.



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