martedì 14 aprile 2020

Il silenzio del mondo




Questo mondo è in silenzio.
E si consuma.
La speranza percorre il suo cammino.
C’è un tempo per ogni cosa.
Ecco l'ora in cui l'Uomo ritorna alla sua sorgente.
E anche la vita.
Come un'ultima opera, l'ultima opera di questo mondo che abbiamo messo sulla croce.
C’è un tempo per ogni cosa.
Ore inutili, e noi limitati a noi stessi, ma prezioso é riscoprirsi.
Gli occhi chiusi da molto tempo ormai, apriranno un tempo nuovo.
Il vecchio mondo ha finito il suo lavoro, se vogliamo.
La luce che ci porta, unisce l'invisibile.
Il silenzio e le lunghe notti si estendono sui nostri corpi come una grande domanda:
vivere o morire?
Chiudere le mani o amare?
C é un tempo per ogni cosa.
Questo mondo è in silenzio.
Ora palpita come un misterioso riposo.
Siamo lì, rivettati verso un domani.
E siamo un'unica oblazione.
Le mani generose accolgono i sospiri .
I nostri volti si volsero verso di noi,
e anche la luce, in noi,
l'uomo diventa pace nell'oscurità.
Un colpo di lancia ci sigillò con i frutti della nostra negligenza.
Le nostre speranze sono distrutte e le nostre certezze bruciate.
I templi e le nostre città sono deserti.
Non è più il momento di pregare, ma di diventare preghiera.
Non è più il momento di vivere, ma di diventare la vita.
Ci sono morti da per tutto nel mondo, l'agonia del respiro li riporta via.
Chiudono i loro occhi e chiedendoli, aprono i nostri.
Se vogliamo.
C’è un tempo per ogni cosa.
L'amore vincerà la sconfitta.
Domani, presto, proprio ora,
L'amore vincerà la sconfitta:
domani apriremo le nostre case e con loro i nostri cuori.
Il vuoto avrà lasciato spazio al possibile.
C’è un tempo per ogni cosa.
È il tempo del Tutto.

Federico Dainin Jôkô Sensei

© Tora Kan Dōjō

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domenica 12 aprile 2020

Miracoli

Videolettura dell'articolo qui:








Perché la gente fa tanto caso ai miracoli?
Quanto a me, io non conosco altro che miracoli.
Che io passeggi per le strade di Manhattan,
o getti lo sguardo al di sopra dei tetti verso il cielo,
o sguazzi a piedi nudi lungo la spiaggia sul limitare delle onde,
o sosti sotto gli alberi nei boschi,
o parli di giorno con qualcuno che amo,
o giaccia nel letto di notte con qualcuno che amo,
o sieda a tavola a cena con gli altri,
o guardi gli estranei che mi stanno di fronte nel treno,
o osservi le api indaffarate attorno all’alveare in un mattino estivo,
o gli animali che pascolano nei campi,
o gli uccelli, o l’incanto degli insetti nell’aria
o il meraviglioso spettacolo del tramonto, o degli astri splendenti silenziosi e lucenti,
o la squisita delicata curva della luna nuova in primavera;
queste cose con altre, ciascuna e tutte,
sono miracoli per me,
e, pur riferendosi al tutto, ciascuna sia distinta, e al proprio posto.
Per me ogni ora di luce e di tenebra è un miracolo,
ogni pollice cubico di spazio è un miracolo,
ogni miglio quadrato della terra è seminato di miracoli,
ogni piede dell’interno della terra è affollato di miracoli.
Un continuo miracolo è per me il mare,
e i pesci che vi nuotano – e gli scogli – e il movimento delle acque
– e le navi e gli uomini che vi sono a bordo:
quali miracoli più straordinari di questi vi sono?

 Walt Whitman



















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sabato 11 aprile 2020

Inno al Silenzio

Videolettura dell'articolo qui:







Potrebbe essere un inno allo Zazen...
In questa serata di Vigilia la dedico a tutti, con l'augurio che si possa fare davvero silenzio e comunicare da cuore a cuore.


«Ora conteremo fino a dodici
e tutti resteremo fermi.
Una volta tanto sulla faccia della terra,
non parliamo in nessuna lingua;
fermiamoci un istante,
e non gesticoliamo tanto.
Che strano momento sarebbe
senza trambusto, senza motori;
tutti ci troveremmo assieme
in un improvvisa stravaganza.
Nel mare freddo il pescatore
non attenterebbe alle balene
e l'uomo che raccoglie il sale
non guarderebbe le sue mani offese.
Coloro che preparano nuove guerre,
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero vesti pulite
per camminare coi loro fratelli
nell'ombra, senza far nulla.
Ciò che desidero non va confuso
con una totale inattività.
E' della vita che si tratta; ....
Se non fossimo così votati
a tenere la nostra vita in moto
e per una volta tanto non facessimo nulla,
forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza
di non riuscire mai a capirci
e di minacciarci con la morte.
Forse la terra ci può insegnare,
come quando tutto d'inverno sembra morto
e dopo si dimostra vivo.
Ora conterò fino a dodici
e voi starete zitti e io andrò via.»

Pablo Neruda



It could be the hymn to Zazen ...
In this evening of Christmas Eve I dedicate it to you, with the hope that we can make a real silence and communicate heart to heart.


" Now we will count to twelve
and we will all keep still.
For once on the face of the earth,
let's not speak in any language;
let's stop for one second,
and not move our arms so much.
It would be an exotic moment
without rush, without engines;
we would all be together
in a sudden strangeness.
Fisherman in the cold sea
would not harm whales
and the man gathering salt
would look at his hurt hands.
Those who prepare green wars,
wars with gas, wars with fire,
victories with no survivors,
would put on clean clothes
and walk about with their brothers
in the shade, doing nothing.
What I want should not be confused
with total inactivity.
Life is what it is about;
I want no truck with death.
If we were not so single-minded
about keeping our lives moving,
and for once could do nothing,
perhaps a huge silence
might interrupt this sadness
of never understanding ourselves
and of threatening ourselves with death.
Perhaps the earth can teach us
as when everything seems dead
and later proves to be alive.
Now I'll count up to twelve
and you keep quiet and I will go."

Pablo Neruda

© Tora Kan Dōjō









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venerdì 10 aprile 2020

Ciao, sono l'Ansia




So che ti senti male ogni volta che mi avvicino, che ti disperi e vorresti mandarmi via subito, so che se potessi… mi uccideresti, soprattutto perché credi che sia io quella che ti vuole fare del male, ma credimi, non è così.
Non sono qui per arrecarti dolore, tanto meno per farti impazzire, penso di avertelo dimostrato ogni volta che arrivo.
È vero delle volte sono spaventosa ma è la mia natura.
Però come vedi alla fine della giornata, non ti ho ucciso e non sei impazzito.
La verità è che quando arrivo tu stai male, senti questa sensazione dolorosa nel petto.
Purtroppo non ho altro modo per farmi ascoltare.
Sei così impegnato a cercare successo, ad essere produttivo a dimostrare agli altri che sei degno di essere amato… e non ascolti i miei piccoli segnali.
Ricordi quella volta che hai sofferto di mal di testa?
O quando hai avuto l’insonnia per più di 2 ore e ti giravi nel letto?
O che ne dici di quella volta che senza un motivo apparente hai pianto?
O ancora, di quella volta che ti sei sentito oppresso dentro e ti mancava l’aria e non capivi il perché?
Beh, tutte quelle volte ero io, volevo solo che tu mi ascoltassi, ma non l’hai fatto.
Hai continuato a seguire il tuo ritmo frenetico di vita.
Allora ho provato qualcosa di più forte, ho provato a farti tremare l’occhio, fischiare l’orecchio, sudare le mani, ma anche in queste occasioni non mi hai voluto ascoltare.
Conosci bene la mia presenza, è per questo che quando sei tranquillo o sei da solo e in solitudine… o ti fermi, mi presento, semplicemente per parlarti.
Ti disperi sempre, perché con la mente non comprendi cosa ti succede, e ovviamente, con la mente razionale non mi comprenderai.
Ecco perché mi sono arresa e ho deciso di scriverti.
E mi congratulo con te se stai leggendo ciò che ho da dirti, perché significa che hai finalmente il coraggio di ascoltarmi, e credimi, nessuno meglio di me sa della tua grande capacità di evitarmi e scappare via, come scappare dal mostro nella foresta oscura.
Come quelle volte in cui mi eviti e ti distrai per ore davanti alla tv, vivendo la vita di altre persone che non conosci pur di non affrontare ciò che non ti piace.
O che ne dici di quelle volte che con un paio di pillole hai intorpidito i tuoi nervi e le tue preoccupazione; e cosa dire di quelle altre sostanze che ti inducono lo stordimento annebbiando ogni tipo di sentimento.
Spero che ora tu sia pronto.
Pronto ad affrontare la tua realtà, pronto ad affrontare la verità nella tua vita senza maschere, senza scorciatoie… senza pretese.
È così che deve essere.
L’ unica cosa che ho cercando di comunicarti per tutto questo tempo: che è ora di evolversi andare avanti.
Devi attuare cambiamenti molto profondi dentro di te, perché non ti stai godendo della vita e non ti senti appagato.
Per questo motivo che sono qui, per aiutarti a recuperare quella pienezza che vive dentro di te; per riuscirci dovrai liberarti da tutto ciò che ti ostacola.
Sono qui per aiutarti a capire cosa esattamente impedisce alla tua vita, alla tua passione di vivere la gioia.
Ogni volta che entro nella tua vita, ti ricordo che non è piena e felice, quindi se dovessi tornare, non spaventarti, ma ascoltami.
E se davvero mi ascolterai non ci metterai molto ad apportare i cambiamenti, li farai subito.
Se vuoi sentirti bene, tutto dipende solo da te.
So che lo desideri, ma allo stesso tempo so che vuoi rimanere nel tua zona comfort, nella comodità, pur di evitare ciò che ti fa male.
Preferisci continuare a cercare l’approvazione e l’accettazione degli altri, facendo l’impossibile per attirare attenzione; preferisci che gli altri siano responsabili della tua persona, meno che tu di te stesso... e naturalmente ti capisco, tutti desideriamo fuggire dalle responsabilità.
Ma ho una notizia per te!
Solo entrando nel problema potrai avvicinarti a quell'esperienza di liberazione.
Tu sia responsabile di te stesso e quando mi ascolterai, credimi, me ne andrò.
Solo tu hai il dono di mandare via queste sensazioni spiacevoli.
C’è qualcosa di molto importante che voglio dirti, in realtà me ne andrò non appena intravedrò che stai facendo cambiamenti nella tua vita, quando vedrò che stai andando verso la tua evoluzione, pronto a crescere e a riprendere in mano la tua essenza.
Finché non lo farai, io ci sarò, sempre.
In conclusione, se oggi sono qui, perché hai bisogno di me.
Hai bisogno di me, per modificare il tuo modo di interpretare la tua realtà, lascia che ti dica che è un po’ ‘distorta’.
Devi liberarti di credenze che non ti aiutano e ti limitano; perdonare tutta la rabbia e riprenderti la tua libertà interiore.
Soprattutto, hai bisogno di me per riconquistare il piacere di vivere, per essere te stesso, perdere la paura di rifiuto o di abbandono.
Hai bisogno di me per mettere dei limiti alle persone che ti fanno del male, affinché tu possa impugnare coraggio e imparare a dire “no”.
Hai bisogno di me per allontanare chi non ti merita; per smettere di dipendere dall'esistenza del tuo partner per essere felice.
Una volta per tutte, bada alle sensazioni del tuo corpo.
In che altro modo avresti fatto attenzione al tuo corpo?
Probabilmente in molti altri modi, ma questa sta funzionando.
Dai al tuo corpo il cibo di cui hai bisogno, smetti di criticare il tuo fisico e ringraziarlo, per te fa tanto.
Corri, muoverti, passeggia riprendi i tuoi ritmi.
Perché esplodere sempre?
Perché la tristezza?
Perché pretendere così tanto?
Non capisco perché lo fai, hai tutto, sei tutto, hai le capacità di cui hai bisogno per creare la tua realtà, ma ti tratti come uno schiavo, sei troppo severo con te stesso.
Sono qui per dirti di smetterla di farlo.
Chiediti come mai non hai più equilibrio interiore.
Chiediti davvero come vuoi vivere e per cosa lottare: è la tua vita!
L’ unico controllo che puoi pretendere è quello di te stesso, ma per conquistarlo, devi accettare che l’hai perso, e lasciare che finalmente mi esprima, dirti che quei sintomi così orribili che ho inventato era per sostenere tutto questo e se ancora non mi accetterai, sarò ancora più forte.
Quindi, la prossima volta che mi sentirai arrivare, chiudi gli occhi, spegni la mente razionale per un momento, lasciati andare... respira e cerca di comprendermi.
Poi inizia il cambiamento nella tua vita con azioni chiare e specifiche, vedrai che me ne andrò.
Spero di non dover entrare molte volte nella tua vita, ma se ritorno… ricordati che non voglio farti del male, voglio aiutarti a recuperare la tua strada, quella che ti renderà felice.
E per finire, spero che tu possa vedermi come sono: la tua Essenza.
Sono te stesso che urlo disperatamente e imploro di ascoltarmi, ti parlo dal profondo del tuo cuore, che scoraggiato cerca di farsi notare.
Quello che senti non è ‘tachicardia’, sono io, la tua Essenza, che vuole semplicemente venir fuori e vivere.
Con affetto,
la tua Essenza mascherata da Ansia.

C. Babudri


© Tora Kan Dōjō









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