venerdì 24 giugno 2016

Chi sei tu?






Sawaki Roshi (grande Maestro Zen del ventesimo secolo) aveva studiato fino alla seconda elementare ma fu chiamato ad insegnare all'Universitá di Komazawa.
Approcciava gli studenti dicendo: " se studiate per trovare lavoro é come se mangiaste al fine di defecare..."
" in origine studiare significava fare ricerche sulla propria vita"
Acquisire gli strumenti per puntare all'eccellenza, che non ha nulla a che vedere con il solo eccellere sugli altri, e lo studio non era mai scisso dall'educazione, intesa anche come educazione morale.
Senza un'educazione morale, religiosa, lo studio rischia di generare uomini arroganti che perdono di vista il loro posto nell'ordine delle cose e che sono animati da competitivitá finalizzata all'affermazione del proprio ego. Inoltre, e questi effetti sono sotto gli occhi di tutti, perdono il contatto con la propria interioritá e il rispetto verso il sacro ed il mistero riducendo tutto alla ragione umana.
Ecco che allora l'esperienza contemplativa dello Zazen diviene terapeutica perché pone l'uomo di fronte al mistero, disarmandolo delle sue armi intellettuali.
Lo pone di fronte alla domanda fondamentale: chi sei tu spogliato del tuo essere ingegnere, avvocato, muratore, marito, padre, figlio... Chi sei tu ? Spogliato di tutto e ricondotto all'essenziale, al tuo respiro, al tuo corpo come corpo cosmico?


© Tora Kan Dōjō




2 commenti:

  1. Bello spunto di riflessione. Temo che, in una società "distratta" come la nostra, la questione ("Chi sei tu?") possa, tuttavia, cadere nel vuoto. Quelli che invece coglieranno la domanda , non farebbero male anche chiedersi, a mio avviso, "Quali sono le tue relazioni?". Che vuol dire: con chi è in dialogo il tuo essere, con quali realtà ti rapporti, qual è la voce che stai seguendo, cosa fa risuonare il tuo cuore.E augurarsi che tutto ci trascenda.
    Un tempo tutto ciò si chiamava semplicemente "meditare", ed eravamo capaci di farlo. Poi è stato il training autogeno, la programmazione neuro-linguistica, la mindfulness... :)

    oss

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  2. Grazie della sua interssante riflessione.

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