lunedì 27 febbraio 2012

Il Canto dello Zazen di Hakuin Zenji

Autoritratto di Hakuin Zenji (1686-1769)

Il Canto dello Zazen

Dall’origine, tutti gli esseri viventi sono Buddha.
È come l’acqua e il ghiaccio,
Senza acqua, niente ghiaccio,
Fuori di noi, niente Buddha.
Pertanto, noi andiamo a cercare lontano
Ciò che abbiamo sulla mano,
Come un uomo che nell’acqua gridasse: «ho sete!»,
Come un figlio ricco di nascita
Che vagabondasse in maniera interminabile tra i miserabili,
Noi vaghiamo senza fine nei sei mondi,
Vittime delle illusioni dell’ego
Prendendo vie sempre più oscure.
Quando potremo sfuggire alla nascita-e-morte?
La porta della libertà è il samadhi dello zazen,
Così è il Mahayana supremo.
Al di là di ogni lode.
Osservare i precetti, il dono, il pentimento,
Praticare le innumerevoli buone azioni e un modo di vita giusto.
Tutto questo trova la sua sorgente nello zazen.
Sedervisi, non fosse che per un sola volta, dissolve tutti gli ostacoli
e purifica il karma.
Dove sono dunque le vie oscure nelle quali noi ci sperdiamo?
La Terra pura del Loto non è lontana.
Se per caso voi ascoltate questo insegnamento,
Ammiratelo, vi troverete la gioia pura
E felicità senza limiti.
Se voi vi ci consacrate, voi scoprirete,
All’interno di voi, la vostra propria natura.
Il vostro vero io e non io,
Eccovi lontani dai raziocini inutili.
Si apre la porta dell’unità della causa e dell’effetto,
Non ci sono più due o tre vie,
Ma una sola, dritta davanti a voi.
La forma è ormai non forma.
Che andiate o che veniate,
Voi non lasciate mai la casa,
Il nostro pensiero è ora non pensiero,
La nostra danza e i nostri canti sono la voce del Dharma.
Illimitato è il cielo della pura contemplazione!,
Limpida e brillante la luna piena della Saggezza!
Che cosa c’è ancora da cercare?
Che cosa ci mancherà?
Questa terra è la Terra pura del Loto,
Questo stesso corpo è il Corpo del Buddha.

ZAZEN WASAN

SHUJŌ HONARI HOTOKE NARI
MIZU TO KŌRI NO GOTOKU NITE
MIZU O HANARETE KŌRI NAKU
SHUJŌ NO HOKA NI HOTOKE NASHI

SHUJŌ CHIKAKI O SHIRAZU SHITE
TŌKU MOTOMURU HAKANASA YO
TATOEBA MIZU NO NAKA NI ITE
KATSU O SAKEBU GA GOTOKU NARI

CHŌJA NO IE NO KO TO NARITE
HINRI NI MAYOU NI KOTONARAZU
ROKUSHU RINNE NO INNEN WA
ONORE GA GUCHI NO YAMIJI NARI

YAMIJI NI YAMIJI O FUMISOETE
ITSUKA SHŌJI O HANARU BEKI
SORE MAKAEN NO ZENJŌ WA
SHŌTAN SURU NI AMARI ARI

FUSE YA JIKAI NO SHOHARAMITSU
NENBUTSU ZANGE SHUGYŌ TŌ
SONO SHINA ŌKI SHOZENGYŌ
MINA KONO UCHI NI KISURU NARI

ICHIZA NO KŌ O NASU HITO MO
TSUMISHI MURYŌ NO TSUMI HOROBU
AKUSHU IZUKU NI ARINU BEKI
JŌDO SUNAWACHI TŌKARAZU

KATAJIKENAKUMO KONO NORI O
HITOTABI MIMI NI FURURU TOKI
SANDAN ZUIKI SURU HITO WA
FUKU O URU KOTO KAGIRI NASHI

IWANYA MIZUKARA EKŌ SHITE
JIKI NI JISH O SHŌ SUREBA
JISHŌ SUNAWACHI MUSHŌ NITE
SUDENI KERON O HANARETARI

INGA ICHINYO NO MON HIRAKE
MUNI MUSAN NO MICHI NAOSHI
MUSŌ NO SŌ O SŌ TO SHITE
YUKUMO KAERUMO YOSO NARAZU

MUNEN NO NEN O NEN TO SHITE
UTAU MO MAU MO NORI NO KOE
ZANMAI MUGE NO SORA HIROKU
SHICHI ENMYŌ NO TSUKI SAEN

KONO TOKI NANI O KA MOTOMU BEKI
JAKUMETSU GENZEN SURU YUE NI
TŌSHO SUNAWACHI RENGEKOKU
KONO MI SUNAWACHI HOTOKE NARI




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