Buon Inizio di Settimana
lunedì 2 settembre 2013
domenica 1 settembre 2013
Intangibile Tesoro Culturale
Il discorso di Sensei Paolo Taigō
Spongia alla festa celebrativa per il riconoscimento ricevuto da Morio Higaonna
Sensei quale 'Intangibile Tesoro Culturale' tenutasi in Naha, Okinawa, il 25
Agosto 2013. Sensei Spongia era l'unico occidentale presente.
Buona sera,
Sono felice ed onorato di essere stato invitato a dire alcune parole in questa cosí importante occasione.
Io credo che la storia di una nazione e lo stesso progresso dell'intera razza umana non si misuri sulla base delle scoperte scientifiche o dei progressi tecnologici ma che sia il risultato della vita e dell'azione quotidiana di uomini fuori dal comune.
In Giappone vi siete dimostrati cosí sensibili a questa materia tanto da essere stati capaci di riconoscere le virtú di alcuni uomini che con la loro vita hanno segnato delle pietre miliari nella storia e nel progresso dell'umanitá.
Tanto da attribuirgli pubblicamente l'importante riconoscimento di essere ' Intangibili Tesori Culturali ', dei tesori viventi per tutto il genere umano.
Il mio prezioso Maestro, Morio Higaonna Sensei, merita senza alcun dubbio un tale riconoscimento.
Higaonna Sensei non ama i titoli onorifici, non gli piace che si ricordi il suo grado dan, desidera solo che noi lo si chiami Higaonna Sensei.
Ma per tutti noi, suoi allievi, ma anche per tutti gli appartenenti al mondo del Budō Egli é un autentico Shihan, nel significato piú profondo di questo termine.
Egli é davvero un 'uomo da imitare', un modello di vita per tutti i suoi allievi e il suo Insegnamento ha orientato straordinariamente la vita di così tante persone in tutto il mondo.
Un uomo non può essere definito un grande insegnante, un maestro, soltanto a causa della sua abilitá tecnica, che noi sappiamo Higaonna Sensei pure esprime al più alto livello, ma un uomo diviene un grande maestro, uno Shihan, a seguito della sua dedizione all'Arte e perché ha fatto della propria stessa vita un'espressione incarnata della sua Arte, della propria vita un'opera d'arte che ispira e influenza la vita di molti altri.
Higaonna Sensei insegna i piú profondi principi della nostra Arte, il Goju-Ryu di Okinawa, non soltanto nel dōjō ma in ogni azione della sua vita quotidiana, mentre cammina, mangia, parla, lavora... E attraverso le meravigliose qualitá della sua personalitá, sviluppate attraverso la sua dura e strenua pratica.
Sono felice ed onorato di essere stato invitato a dire alcune parole in questa cosí importante occasione.
Io credo che la storia di una nazione e lo stesso progresso dell'intera razza umana non si misuri sulla base delle scoperte scientifiche o dei progressi tecnologici ma che sia il risultato della vita e dell'azione quotidiana di uomini fuori dal comune.
In Giappone vi siete dimostrati cosí sensibili a questa materia tanto da essere stati capaci di riconoscere le virtú di alcuni uomini che con la loro vita hanno segnato delle pietre miliari nella storia e nel progresso dell'umanitá.
Tanto da attribuirgli pubblicamente l'importante riconoscimento di essere ' Intangibili Tesori Culturali ', dei tesori viventi per tutto il genere umano.
Il mio prezioso Maestro, Morio Higaonna Sensei, merita senza alcun dubbio un tale riconoscimento.
Higaonna Sensei non ama i titoli onorifici, non gli piace che si ricordi il suo grado dan, desidera solo che noi lo si chiami Higaonna Sensei.
Ma per tutti noi, suoi allievi, ma anche per tutti gli appartenenti al mondo del Budō Egli é un autentico Shihan, nel significato piú profondo di questo termine.
Egli é davvero un 'uomo da imitare', un modello di vita per tutti i suoi allievi e il suo Insegnamento ha orientato straordinariamente la vita di così tante persone in tutto il mondo.
Un uomo non può essere definito un grande insegnante, un maestro, soltanto a causa della sua abilitá tecnica, che noi sappiamo Higaonna Sensei pure esprime al più alto livello, ma un uomo diviene un grande maestro, uno Shihan, a seguito della sua dedizione all'Arte e perché ha fatto della propria stessa vita un'espressione incarnata della sua Arte, della propria vita un'opera d'arte che ispira e influenza la vita di molti altri.
Higaonna Sensei insegna i piú profondi principi della nostra Arte, il Goju-Ryu di Okinawa, non soltanto nel dōjō ma in ogni azione della sua vita quotidiana, mentre cammina, mangia, parla, lavora... E attraverso le meravigliose qualitá della sua personalitá, sviluppate attraverso la sua dura e strenua pratica.
Qualitá umane quali: umiltá, forza,
coraggio, determinazione e compassione.
Desidero concludere questo mio intervento con le paole di Jigoro Kano Sensei, fondatore del Judō, che é stato un grande maestro ed educatore e che era molto vicino al nostro fondatore, il grande Chojun Miyagi Sensei:
" Sotto il cielo non c'é nulla di più grande dell'educazione.
Attraverso l'insegnamento e l'educazione la virtù di uno può essere trasmessa a molti e il suo esempio di vita può influenzare la vita di altri per generazioni.
Desidero concludere questo mio intervento con le paole di Jigoro Kano Sensei, fondatore del Judō, che é stato un grande maestro ed educatore e che era molto vicino al nostro fondatore, il grande Chojun Miyagi Sensei:
" Sotto il cielo non c'é nulla di più grande dell'educazione.
Attraverso l'insegnamento e l'educazione la virtù di uno può essere trasmessa a molti e il suo esempio di vita può influenzare la vita di altri per generazioni.
La vera educazione accelera il progresso
dell'umanitá di centinaia si anni."
Grazie e congratulazioni Higaonna Sensei.
Grazie e congratulazioni Higaonna Sensei.
English Version
The speech made by Paolo Taigō Spongia Sensei at the
celebration party held in honour of Morio Higaonna Sensei ho received the award
of "Intangible Cultural Treasure". The party was held in Naha,
Okinawa, on August 25 2013.
Good evening,
I am happy and honoured to have been invited to say some words in such an important occasion.
I believe that the history of a country and the same progress of the entire human race cannot be measured in terms of scientific achievements or technological progress but that it is the result of the life and daily actions of special men.
In Japan you are so sensitive to this matter that you have been able to recognize the virtues of some men who with their lives signed like milestones the history and progress of human race, and you, publicly, give them this important award to be recognized like 'Intangible Cultural Treasure', a living treasure for all human beings.
My precious Master, Morio Higaonna Sensei, really deserve this award.
Higaonna Sensei does not like titles.
He does not like that we remember his dan grade.
He likes that we just call him 'Higaonna Sensei'.
But for all of us, his students, but also for all the members of Budō world, he is a true Shihan, in the deepest meaning of this word.
He is really a ' man to be imitated', a model of life for all his students and his Teachings really affected dramatically the life of so many people around the world.
A man cannot be called a great teacher, a master, just because of his technical skills, that we know Higaonna Sensei express at the highest level, a man can be considered a great master, a Shihan, because of his dedication to the Art and because he has made of his own life an expression of the Art, of his own life a work of art that inspires and affects the life of many others.
Higaonna Sensei teaches the deepest principles of our Art, Okinawan Goju-Ryu, not only in the Dōjō but in every action of his daily life, while he is walking, eating, speaking, working etc. And with the wonderful qualities of his personality developed through his hard and strenous training. Human qualities such as: humility, strenght, courage, determination and compassion.
I would like to finish my speach with the words of Jigoro Kano Sensei, the founder of Judō, who was a great master and educator and who was very close to our great founder Chojun Miyagi Sensei.
He said: " Under the sky there is nothing grater then education.
Through teaching and education virtue is transmitted by one to many and his example of life will affect the life of others for generations. True education accelerate the progress of hundreds of years. "
Thank you and congratulations Higaonna Sensei.
I am happy and honoured to have been invited to say some words in such an important occasion.
I believe that the history of a country and the same progress of the entire human race cannot be measured in terms of scientific achievements or technological progress but that it is the result of the life and daily actions of special men.
In Japan you are so sensitive to this matter that you have been able to recognize the virtues of some men who with their lives signed like milestones the history and progress of human race, and you, publicly, give them this important award to be recognized like 'Intangible Cultural Treasure', a living treasure for all human beings.
My precious Master, Morio Higaonna Sensei, really deserve this award.
Higaonna Sensei does not like titles.
He does not like that we remember his dan grade.
He likes that we just call him 'Higaonna Sensei'.
But for all of us, his students, but also for all the members of Budō world, he is a true Shihan, in the deepest meaning of this word.
He is really a ' man to be imitated', a model of life for all his students and his Teachings really affected dramatically the life of so many people around the world.
A man cannot be called a great teacher, a master, just because of his technical skills, that we know Higaonna Sensei express at the highest level, a man can be considered a great master, a Shihan, because of his dedication to the Art and because he has made of his own life an expression of the Art, of his own life a work of art that inspires and affects the life of many others.
Higaonna Sensei teaches the deepest principles of our Art, Okinawan Goju-Ryu, not only in the Dōjō but in every action of his daily life, while he is walking, eating, speaking, working etc. And with the wonderful qualities of his personality developed through his hard and strenous training. Human qualities such as: humility, strenght, courage, determination and compassion.
I would like to finish my speach with the words of Jigoro Kano Sensei, the founder of Judō, who was a great master and educator and who was very close to our great founder Chojun Miyagi Sensei.
He said: " Under the sky there is nothing grater then education.
Through teaching and education virtue is transmitted by one to many and his example of life will affect the life of others for generations. True education accelerate the progress of hundreds of years. "
Thank you and congratulations Higaonna Sensei.
Japanese Version
こんばんは。
無形文化財保持者認定祝賀会という貴重な会にご招待頂きお話しをさせていただく事、大変光栄でございます。
1つの国の歴史と人類の進歩は科学的な発見や科学技術が基になるのではなく、並外れた人物の生涯や日々の行いから成るのではないかと思います。特に日本は重要無形文化財保持者認定という事で歴史上、人類の進歩に自らの人生をもって道しるべを残した人物への関心の高さが明らかであります。
私の尊敬する東恩納盛男先生は無形文化財保持者に認定されるべくふさわしい人物であります。
東恩納先生は名誉ある肩書きを好まず、周りの人が彼の段を重要視する事も好きではありません。ただ唯一望まれるのは私たち全員が東恩納先生とお呼びすることであります。私たちと彼の弟子また武道に関わる世界中の人々にとって先生は正真正銘の師範であり、全ての弟子にとって人生のお手本であります。世界の多くの人が先生の教えに導かれ、人生の方向性を定めました。師範という言葉以上の奥深い意味がそこにはあり、模範にすべき人物であります。
技能があるという事だけでは偉大なる師、先生に値するとは言えません。東恩納先生が技術的にも最高のレベルをお持ちになり、その事は私たち皆が知っていることでありますが、偉大なる師と言うのはその道に全身全霊を捧げてきた上にこそある彼の人生そのものに学びがあり、他の人の人生に影響やヒントを与えるのだと思います。
東恩納先生は沖縄剛柔流の奥深い道徳を道場だけでなく、歩く、食べる、話す、働く等あらゆる日常生活の場面に於いて教えてくれます。厳しく、粘り強い稽古により鍛錬された人格を通し、人間の質は慎ましさ、強さ、勇気、決断、同情である事を自ら示されるのです。
最後に私たち剛柔流の開祖宮城長順先生と親しく、柔道の創始者、偉大なる師であり教育者でもあった嘉納治五郎先生の言葉をお借りして私の話しを閉めたいと思います。
「この空の下に教育ほど素晴らしいものはない。教えや訓練を通して一人の人の徳が沢山の人へ 伝わり、彼の模範的な人生が時代を超えて他の人々へ影響を与える。真の教育は人類の進歩を何百年と加速させる。」
東恩納先生へ感謝を込めて心よりお祝い申し上げます。
© Tora Kan Dōjō
domenica 4 agosto 2013
Shidōgenri 指導原理
riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo di Sensei Valerio Proietti
Shidōgenri
指導原理
Se proviamo ad analizzare queste parole: Uno in più, sicuramente ripercorriamo
nella nostra mente diverse scene di vita vissuta; il cucchiaino che versa lo
zucchero nel caffè, l’euro che abbiamo aggiunto nel nostro salvadanaio, i
giorni che sono trascorsi durante l’attesa di una risposta. Eppure
difficilmente queste due parole ci legano a momenti ben precisi, momenti che ci
hanno cambiato la vita, questo perché le nostre esistenze viaggiano molto più
con lo stile di vita del va beh,
domani farò meglio, che dell’oggi è tutto quello che posso avere e che posso
dimostrare di meritarmi… Se un guerriero non ha il coraggio di affrontare le
imprese più grandi del mondo e di esercitare questa responsabilità enorme in
maniera indipendente, non avrà l’animo abbastanza grande. La condizione
naturale dell’essere umano ci dice che l’uomo in quanto tale possiede un’indole
naturale: una fenice ha per natura cinque colori, una tigre nasce con il manto
striato, un destriero può correre per mille miglia senza addestramento, l’oro è
più brillante della pietra, la giada bianca splende senza che sia levigata, la
gru ha le ali... caratteristiche innate, poiché non c’è nulla di artificiale in
esse. Le persone nascono con principi che sono del tutto simili, ma se questi
non vengono coltivati, in alcuni si sviluppa un’indole che per certi versi è
simile alla luna chiara o al sole splendente, ma con un’oscura indifferenza di
fondo. Dunque a meno che le persone non mettano da parte ciò che hanno ottenuto,
impegnandosi a migliorare ogni giorno, esse non sono completamente umane, poiché
perdono quella condizione dell’esistenza innata che ci spinge a seguire la
nostra umanità, e si trasformano in quello che con la ragione costruiscono
artificialmente, pensando di seguire comunque il normale corso della vita. Il
Leone che deve mangiare esegue ogni giorno in modo costante la sua pratica,
quell’uno in più che cessa unicamente il giorno della sua morte. Solamente
l’uomo arrogante pensa che una cosa fatta una volta possa valere per sempre.
Dato
che la mente dipende dall’atteggiamento, quando sei calmo anche la mente lo è.
Quando sei agitato, la mente ne risente. Visto che la mente e l’atteggiamento
non si trovano in due stati diversi, non c’è differenza tra loro.
L’atteggiamento esterna lo stato interno della mente; dunque coltivare il
proprio stato dovrebbe essere la base del percorso di miglioramento personale e
della disciplina della mente. Avere uno spirito guida, praticare arti marziali,
significa prendere coscienza degli eccessi e delle mancanze della propria
indole, eliminando questi eccessi e sviluppando ciò che manca. Tutto questo
penso debba essere fatto nella vita di ogni giorno.
Per vivere una vita priva di stress, per non ammalarci
di testa, per evitare un arresto cardiocircolatorio, si evita come la peste il
concetto stesso del sovraccarico. Viviamo dunque queste parole in termini di
sovraccarico e non come una vera e propria opportunità. Quand’è che siamo
diventati così deboli? Siamo sicuri che la strada giusta per non morire di
malanni sia quella del preservarci sempre e comunque? La pratica non è un
racchiudersi per un’altra vita, è un trasformarsi per trasformare tutta la
realtà. La trasformazione non può essere frutto del pensare che tutto va pianificato,
ma deve scaturire da un fondo molto più profondo in ognuno di noi. Nella
pratica non esiste la menzogna, esiste solo la verità, questo mi ha portato, e
mi porta, a dovermi ogni giorno confrontare con me stesso. Quando per pigrizia,
o perché magari una cosa è più facile, diventiamo un po’ meno accorti a quei
dettagli, che poi dettagli non sono mai, ecco che subito il tatami ce lo
ricorda, mettendoci a nudo dinnanzi a noi stessi, e non possiamo più
nasconderci dietro a quelle maschere che tanto ci hanno abituato ad indossare
nella vita di tutti i giorni.
Avere
un grande animo significa avere un cuore così libero da essere in grado di
accogliere il mondo intero. Il cielo è aperto e permette agli uccelli di
volare, l’oceano è immenso e permette ai pesci di nuotare. Come uno sconfinato
fiume o un’imponente montagna che accoglie piante, alberi e animali, penso che
un uomo, per essere tale, deve avere questa grandezza d’animo, proprio come
queste caratteristiche della natura. Quello che diamo durante la pratica rimane
permeato non solo sui karategi ma anche sulla pelle. Parlo di quel sostegno,
che passa attraverso un kiai, che ci fa andare ancora avanti nell’allenamento
quando sembra che non abbiamo più energie, e le troviamo proprio in quel
momento; proprio quell’energia, che quando non ha più niente si trova dinanzi
al rischio semplicemente di essere. Ci rende in un certo senso liberi da tutti
quegli schemi mentali che ci portano giorno dopo giorno ad impantanarci, come
sabbie mobili tirati giù dentro le nostre paure, dietro la nostra
arrendevolezza inconscia. Si dice: L’uomo
vive imprigionato nelle sue paure come un elefante dietro un recinto di canne;
com’è vero che a guidare le nostre vite a volte sono proprio quei limiti
imposti dal nostro inconscio. Quante volte nella mia vita penso a quell’uno in
più. Quell’uno in più che sempre mi ha accompagnato durante la pratica. Parlo
di quei momenti quando pensi “basta” e poi ti accorgi che potevi ancora una
volta; quando con la testa decidi che più di così non puoi, e la pratica invece
ti dimostra che sbagliavi. Ogni volta grazie a quell’uno in più mi cambia la
vita. Poter praticare ogni giorno mi ha insegnato a capire che a volte, se ci
lasciamo guidare dalla ragione, ci limitiamo, perché influenzati dal modo di
vivere di oggi non facciamo altro che preservarci e a poco a poco cambiamo,
diventando sempre la metà di quello che possiamo essere.
Ci
sono due generi di sofferenza: quella da cui fuggi, che ti segue ovunque, e
quella che affronti direttamente e dalla quale, così facendo, ti liberi. Ancora
oggi, ogni volta che voglio essere vicino a qualcuno, non mi viene un modo
migliore dell’offrirmi e offrire una parte di me stesso, non semplicemente a
parole, o con semplici oggetti, ma magari con un gesto, o con un tipo di
attenzione che mi costringe, anche se solo per un attimo, a togliermi di dosso
l’ego, praticando oltre quell’uno in più. Qualsiasi cosa facciamo non è mai
veramente completa se la facciamo con il nostro ego; purtroppo mi sono reso
conto tante volte, che è difficile regalare noi stessi in modo del tutto
gratuito, e anche quando pensiamo di farlo, spesso stiamo solo coltivando
l’immagine che vogliamo avere di noi,
magari per non sentirci in colpa, magari perché ci aspettiamo di essere
poi ricambiati, magari per non dover vivere col rimorso… La pratica ci insegna
a mettere da parte l’ego; anche se poi è una lotta continua, perché spesso ci
dimentichiamo di tutto questo, possiamo ogni volta ripartire da un Mokuso e ci
rendiamo conto che la pratica è sempre lì, che ci prende per mano e come un
abbraccio che si posa sull’anima, accoglie il nostro silenzio, e non finisce
mai.
Dedicato a tutti i miei allievi
Valerio
Proietti
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Keiko La Pratica è la Vita |
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