sabato 4 maggio 2013

Riflessione...


Continuo a incontrare gente che è interessata ad uno Zen inesistente che vorrebbero costruirsi su misura con un approccio intellettuale epurandolo di tutto quello che turba la loro aspettativa e abitudine...
Ma lo Zen è imparare a lavarsi i denti ed il viso al mattino, a ripiegare accuratamente i propri abiti, a camminare, a sedere in silenzio di fronte al mistero... niente di speciale.
Indossare il Kesa è liberarsi da ogni 'abito' in un'azione pura e totale.


Taigō



Sensei Taigō nella biblioteca del Tempio Shinnyoji
 

martedì 30 aprile 2013

Lo Studio non è rigoroso...è inutile




E chi non vuole intraprendere una lotta accanita di sforzi inutili, pericoli profondi, trappole, chi non è pronto a dare tutto per sentirsi vivere, non ha bisogno di diventare funambolo. Soprattutto, non lo potrebbe. A proposito di questo libro: lo studio del filo non è rigoroso, è inutile.

tratto da ' On the High Wire' (Trattato di Funanbolismo) di Philippe Petit

Lo studio di ogni Arte é rigoroso nella sua inutilitá.
Difficile da accettare, scandaloso per la mentalitá comune, lo sforzo senza scopo, mushotoku, senza spirito di profitto, che significa in realtá ricercare il massimo profitto quello che va al di lá del nostra piccola convenienza.
Semplicemente offrirsi con tutto quel che si ha e si é.
Essere capaci di rimettere in gioco tutto, ogni giorno, é puntare al massimo profitto ovvero il fallimento totale.
'fare un mucchio di tutte le nostre vincite e rimetterlo in gioco ad un giro di testa o croce e perdere e ricominciare da capo senza fiatar verbo sulla nostra perdita' recita Kipling.
Non c'é altra Via alla pienezza.

Paolo Taigō Kōnin Sensei


© Tora Kan Dōjō



sabato 27 aprile 2013

Una Pratica Inutile

 

 “Giocoliere, ballerino, acrobata, egli incarna nell’aria ciò che gli altri uomini si accontentano di rappresentare sulla terra. Il desiderio è al tempo stesso stravagante e perfettamente naturale, e in fin dei conti la sua attrattiva sta nel fatto che è una cosa del tutto superflua.”

'tratto da 'On the High Wire' 'Trattato di Funanbolismo' di Philippe Petit

Commento di Taig
ō Sensei:
L’arte è la cosa stessa, una vita nella sua più nuda evidenza. Se c’è bellezza, è la bellezza che sentiamo in noi.
L’Arte, quella vera, non ha niente a che vedere con il commercio, con la convenienza, non scaturisce dal bisogno ma da un’incontenibile abbondanza che reclama di essere condivisa.
La Pratica pervenuta ad alto livello è Arte, non può essere altrimenti, e come l’Arte attiene al superfluo.
Non si pratica l’Arte Marziale o si siede in Zazen per stare meglio, per divenire migliori, per imparare a difendersi… chi si ferma a questo stadio non si è nemmeno avvicinato alle profondità dell’esercizio.
Si pratica perché diventa espressione senza scopo della nostra vita, il nostro canto di gratitudine che si perde nel vuoto di un cielo infinito.

venerdì 19 aprile 2013

Un'orchidea profuma anche se nessuno l'annusa



Un pino cresce dritto fino al cielo, un’orchidea profuma anche se nessuno la annusa.
L’onestà di un uomo probo è la stessa cosa.
Dal momento che onesto, accurato e importante sono parole fondamentali ne Il Libro dei Mutamenti, nel lavorare per il tuo signore e per tuo padre, e  nell’affermarti nel mondo, fai in modo che l’onestà sia sempre il tuo valore portante.
Per conservare una mente pura è necessario non lasciarsi condizionare dalle opinioni altrui, non fare nulla che non sia giusto e umano, domando i quattro mari in tempo di crisi. (…)
Se un guerriero non sviluppa lo spirito e il fisico di un uomo valoroso vuol dire che ha la mentalità di un pigro studentello; come può sviluppare un’abilità fuori dal comune ?

Da: La Via del Samurai di Yamaga Soko 

© Tora Kan Dōjō




sabato 13 aprile 2013

A volte è per te, a volte per altri



" Suzuki Roshi diceva che se ti rimproverava davanti a tutti non dovevi prendertela troppo, perchè la cosa poteva essere rivolta ad un'altra persona che non era ancora pronta per sentirla. 'Se ti colpisco con il kyosaku è perchè ho fiducia in te, perchè sei un bravo allievo. A volte è per te, a volte è per la persona che ti siede accanto' . "

Tratto da 'Lo zen è Qui' ed. Astrolabio

Commento di Sensei Taigō:
Per essere un buon allievo è necessario mettere da parte il proprio orgoglio e accettare con riconoscenza anche un rimprovero che ci appare 'ingiusto'.
Un Maestro non è altro che lo specchio in cui veder riflessa la nostra vera immagine.
Così, per essere dei buoni insegnanti è necessario mettere da parte il proprio orgoglio e il desiderio di autoaffermazione e saper parlare al cuore dell'allievo a volte direttamente a volte esortando altri perchè lui non è ancora pronto a ricevere quelle parole direttamente.




 

martedì 19 marzo 2013

Masuyama Sensei Gasshuku



Il 16 e 17 Marzo 2013 Sensei Takashi Masuyama (8°dan IOGKF) ha condotto a Roma un Gasshuku offrendo ai partecipanti un prezioso tesoro di entusiasmo e umanità.
Questo il commento che Emilio, 1° Kyu, allievo del Tora Kan Dojo ha inviato al suo Insegnante, Sensei Paolo Taigō Spongia:



Sensei ti scrivo per ringraziarti del Gasshuku che ci hai offerto.
Ringraziarti formalmente forse sarebbe superfluo, in quanto sottinteso e scontato, ma siccome non deve essere facile organizzare incontri simili, a scanso di equivoci ho ritenuto quantomeno onesto esplicitarti la mia gratitudine.
Sono rimasto colpito dall'energia che Sensei Masuyama è riuscito a produrre nel Gasshuku.
E’ trapelata prepotentemente l’intenzione di trasmettere lo spirito originario del karate, per conservarlo e tramandarlo intatto.
Non so se quello che sono stato in grado di sperimentare sia l'essenza, lo spirito del Goju Ryu tradizionale di Okinawa, o una piccola parte di esso, ma devo dire che mi ha stupito  il grado di energia che si è prodotta  e che si è condivisa.
Ho trovato Masuyama Sensei molto comunicativo e, forse anche per via dell'età, ho vissuto come un’eredità testamentaria la sua attenzione ai fondamenti del karate, non solo tecnici, che ci ha portato prima sempre più dentro alla ricerca di una pratica autentica e sincera, e poi di nuovo fuori a giocare con l'energia dei compagni.
Ho voluto far sedimentare almeno un giorno, e devo dire che il senso di gratitudine non cessa. Per questo, riconfortato nella pratica, attendo con impazienza Catania...
Ancora grazie.

Emilio





© Tora Kan Dōjō



mercoledì 27 febbraio 2013

E' il tuo io che è stanco


 Una studentessa di Tassajara (il Monastero fondato da Suzuki Roshi tra le montagne della California) disse a Suzuki Roshi che l'orario monastico era troppo pesante per lei.
Disse che in Zazen aveva sempre sonno e chiese se non fosse una buona idea allungare il periodo dedicato al riposo, per essere più svegli durante la meditazione.
Suzuki Roshi rispose: "Quando sei stanca, è il tuo io che è stanco".

tratto da 'Lo Zen è qui' ed. Astrolabio

Abbandonare la propria abitudine è il primo passo sul Cammino della Pratica, di qualsiasi Pratica.
Il Dharma, affermava il Buddha, è distruggere l'abitudine.
Con abitudine dobbiamo intendere quei cronici percorsi di pensiero che si trova a ripetere la nostra mente come un disco rotto.
Pratica è anche scuotere alle fondamenta le nostre certezze, le nostre rassicuranti abitudini, per scoprire nuove angolazioni da cui osservare la realtà e noi stessi.


© Tora Kan Dōjō



venerdì 15 febbraio 2013

Ultimo giorno di Kangeiko

All'alba ultimo giorno di Kangeiko, -2°.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato anche quest'anno in quella che è diventata una tradizione irrinunciabile del nostro Dojo.
La pratica deve contaminare la vita quotidiana.
La vita deve trovare il suo centro nella Pratica.
Altrimenti, quando va bene, si tratta solo di un'ennesima distrazione.
Se la Pratica non arriva a rivoluzionare la vostra vita e diventa uno dei tanti interessi a cui dedicare frammenti del vostro tempo, allora, non avete ancora iniziato a Praticare e sarebbe meglio dirigere le proprie energie in direzioni più produttive.
Lo sforzo, l'entusiasmo, la disciplina... che hanno animato l'esercizio dei partecipanti al Kangeiko continueranno a riverberare nel loro spirito per tutto l'anno.
Concludo con la dedica che ogni giorno ha chiuso il nostro allenamento con il saluto rituale:
'Senza confini s'estenda il merito del nostro esercizio
Noi Tutti insieme, insieme a Tutto
in cammino sulla Grande Via'


giovedì 14 febbraio 2013


Quarto giorno di Kangeiko.

Junbi Undo
Sanchin e ancora Sanchin e ancora Sanchin.
7 riprese di iri Kumi.
Junan Undo

"Sono insensibile al freddo dell'inverno.
Sono i cuori di ghiaccio degli uomini che mi fanno paura."

(Secolo XIX. Illustre Saigo)


mercoledì 13 febbraio 2013

Terzo giorno di Kangeiko


Terzo giorno di Kangeiko 2 gradi.

'Se il gelo non penetra fin nelle ossa come potranno fiorire i fiori del susino?"

Siamo parte integrante della sinfonia della vita nel suo perenne cambiamento.
Non opporsi, difendersi, ma essere parte attiva del processo è la nostra pratica.
Lasciamo che dal gelo che penetra le nostra ossa possa fiorire una nuova primavera perchè tutti possano goderne.




martedì 12 febbraio 2013

Secondo giorno di Kangeiko


Secondo giorno di Kangeiko, 
Temprarsi non é indurirsi...
Come la lama della spada ben temprata 'attaversa' quel che incontra mentre quel che é indurito percuote, frantuma o rimbalza, ma non attraversa, cosí noi impariamo a 'passare attraverso'.


domenica 10 febbraio 2013

KANGEIKO 2013

Lunedì inizieremo un nuovo Kangeiko.
Tutte le mattine dalle 6 alle 7.
Non si tratta solo di 'temprarsi' nel freddo.
Si tratta di accogliere e farsi accogliere dagli elementi della natura.
Si tratta di offrirsi.
Il nostro esercizio silenzioso, proprio come lo Zazen, o il canto di un Sutra, sarà offerto a beneficio di tutte le esistenze.
Sono più di quindici Kangeiko, mai mancata una sola sessione di pratica, sono felice di avere, ancora una volta quest'anno, la possibilità di ascoltare la sinfonia del fruscio dei karategi, del respiro dei partecipanti e del calore dei loro cuori uniti nella pratica.
 
Paolo Taigō Spongia