E chi non vuole intraprendere una lotta accanita di sforzi inutili, pericoli
profondi, trappole, chi non è pronto a dare tutto per sentirsi vivere, non ha
bisogno di diventare funambolo. Soprattutto, non lo potrebbe. A proposito di
questo libro: lo studio del filo non è rigoroso, è inutile.
tratto da '
On the High Wire' (Trattato di Funanbolismo) di Philippe Petit
Lo studio
di ogni Arte é rigoroso nella sua inutilitá.
Difficile da accettare,
scandaloso per la mentalitá comune, lo sforzo senza scopo, mushotoku, senza
spirito di profitto, che significa in realtá ricercare il massimo profitto
quello che va al di lá del nostra piccola convenienza.
Semplicemente offrirsi
con tutto quel che si ha e si é.
Essere capaci di rimettere in gioco tutto,
ogni giorno, é puntare al massimo profitto ovvero il fallimento totale.
'fare
un mucchio di tutte le nostre vincite e rimetterlo in gioco ad un giro di testa
o croce e perdere e ricominciare da capo senza fiatar verbo sulla nostra
perdita' recita Kipling.
Non c'é altra Via alla pienezza.
Paolo Taigō Kōnin Sensei
© Tora Kan Dōjō