sabato 10 settembre 2011

Modificare il nostro Karma




Modificare il nostro karma
Discorso di Shunryu Suzuki Roshi.

La maniera migliore è conoscere le strette regole del karma e lavorarci sopra immediatamente.
Diventiamo molto seri quando abbiamo un grande problema senza renderci conto che noi in continuazione creiamo problemi. Se si tratta di un piccolo problema, pensiamo: Non c’è problema, me ne posso occupare… Posso farvi fronte abbastanza facilmente.
In genere si pensa così senza nemmeno sapere o aver scoperto il modo per affrontare il problema che sia ha. Qualche giorno fa Tatsugami Roshi ha detto: La tigre caccia il topo con tutta la sua forza, non ignora nemmeno il più piccolo animale. Il modo in cui cattura un topo ed il modo in cui cattura una mucca è lo stesso.
Di solito, anche se si hanno molti problemi, si è portati a pensare che siano di poca importanza, e così riteniamo non necessario applicarci ad essi. Questo, per esempio, è il modo in cui molti paesi trattano le loro questioni internazionali. Questo è un problema di minore importanza che non viola i trattati, andrà tutto a posto. Fino a che non usiamo le bombe atomiche, possiamo continuare a farci la guerra.
Il fatto è, però, che questo continuare a farci la guerra, alla fine produrrà una grande guerra. Così, anche se i problemi che avete nella vita di tutti i giorni sono piccoli, se non trovate il modo di risolverli vi troverete in grande difficoltà.
Questa è la legge del karma. Il karma inizia sempre dalle piccole cose, cosicché, se voi sarete negligenti nei confronti delle piccole cose, il vostro karma accelererà.
Di recente ho letto alcuni insegnamenti del Buddha concernenti la Via:
Trattenetevi dal possedere molti desideri; mentre ricevete il cibo e la bevanda accettateli come una medicina.
E’ il nostro Sutra dei pasti.
Non accettate o rifiutate il cibo sulla base di ciò che vi piace o non vi piace; semplicemente date forza ai vostri corpi; evitate di essere affamati ed evitate di essere assetati. Come un’ape che nella sua raccolta del miele assaggia il fiore ma non crea disturbo al suo colore od al suo profumo, così siate cauti e accettate giusto quanto la gente vi offre…
Trattenetevi dal possedere molti desideri…
Trattenersi dai troppi desideri non è, in realtà, una questione di grande o piccolo, molti o pochi. Avere pochi desideri significa non disperdere la nostra concentrazione su troppe cose. Affrontare ogni cosa con unità di mente, con spirito aperto, questo è avere pochi desideri.
… mentre ricevete il cibo e la bevanda accettateli come una medicina.
Ciò significa rimanere concentrati nell’accettazione, senza far posto ad alcuna idea di io, tu e cibo.
Così riceviamo, oppure accettiamo, il cibo, piuttosto che prenderlo. Prendere è più dualistico; accettare è un’attività più completa.
Voi siete portati a pensare che prendere sia un’azione più completa che accettare, ma secondo gli insegnamenti del Buddha, afferrare o prendere non include un’accettazione completa. E, dal momento che prendere è un’azione dualistica, crerete del karma.
Potreste avere il desiderio di prendere perché altre persone potrebbero farlo al posto vostro, così sarete costretti ad affrettarvi; quando, invece, ricevete e accettate, direte: Grazie mille. Questo è il modo che il Buddha indicava come il trattenersi rispetto ai propri desideri.
Non accettate o rifiutate il cibo sulla base di ciò che vi piace o non vi piace…
Ancora una volta, accettare o rifiutare in questo modo è dualistico. Questo tipo di insegnamento non significa esercitare il controllo sopra i propri desideri; se volete controllare i vostri desideri, entrerete in conflitto sulla maniera più consona per limitarli, ed in questo modo aggiungerete problemi a problemi, uno dopo l’altro.
Potreste anche trovare delle buone scuse per ottenere di più, ad esempio più cibo, ma in questo modo perderete la Via.
Semplicemente, date forza ai vostri corpi ed evitate la denutruzione e la sete. Se sapete come praticare zazen allora saprete anche quanto cibo prendere e non ci sarà pericolo di mangiare troppo o troppo poco.
Come un’ape che nella sua raccolta del miele assaggia il fiore ma non crea disturbo al suo colore od al suo profumo…
Questa è una parabola molto famosa. Quando noi, per esempio, prendiamo del miele perché il fiore è bello o il profumo è accattivante, prendiamo il vero gusto del fiore.
Quando vi prendete cura di voi stessi e del fiore, allora avrete una sensazione diretta del fiore e assaggerete il suo miele.
Spesso, non siamo così attenti; di solito, roviniamo i fiori oppure ci attacchiamo a qualche particolare fiore. Se ci attacchiamo troppo faremo morire il fiore. Il fine del miele contenuto nel fiore è aiutare la pianta ad invitare le api. Così è necessario che si sappia se siamo come un’ape o se siamo qualcos’altro. Quando siamo completamennte coscienti delle difficoltà che talvolta creiamo, allora saremo in grado di estendere con più attenzione la nostra pratica nella vita di tutti i giorni.
Voi pensate che la nostra Via, il nostro modo di praticare, abbia troppe regole sul modo di trattare le cose; bisogna sapere che cosa state facendo prima di pensare che ci sono troppe regole!
Così, vi pego, fate attenzione al modo in cui create i problemi nella vita di tutti i giorni; fate attenzione al modo in cui create cattivo karma per voi e per gli altri; ma, soprattutto, cercate di capire perché soffrite giusto adesso. C’è una ragione per cui soffrite e non è possibile sfuggire alla sofferenza se non cambiate il vostro karma.
Quando indagate il karma conducendolo in una buona direzione, allora sarete in grado di evitare la sua natura distruttiva, e sarete in grado di far questo rimanendo attenti sulla natura del karma e sulla natura dei vostri desideri.
Come ha sottolineato Buddha, conoscere la causa della sofferenza è riuscire ad evitare la sofferenza. Se vi applicate, se studiate, comprenderete la causa e l’effetto e come una cattiva causa immancabilmente dia cattivi effetti.
Fintanto che avremo una qualche idea del sé, il karma avrà un oggetto su cui lavorare; così, la miglior pratica è far lavorare il karma in uno spazio vuoto.
Se non abbiamo alcuna idea del sé, il karma non saprà che fare: Oh!, dove si trova il mio partner? Dov’è il mio amico?
C’è gente che s’impegna molto per bandire il karma, ma io non penso che sia possibile; il miglior modo è conoscere le regole con cui il karma opera e lavorarci su immediatamente. Se, per esempio, sapete che qualcosa non funziona, cioè produce sofferenza, non fa funzionare la vostra automobile, fermate la macchina immediatamente e riparatela.
Di solito, però, non facciamo così: Oh! E’ un problema da poco. Posso continuare ad andare. Questa non è la nostra Via. Anche se continuiamo ad andare, dovremmo contemporanemente aver cura della macchina. Se la spingiamo ai limiti, il problema che la macchina aveva si aggraverà fino a che si fermerà da sola; solo che, a quel punto, non è detto che si possa aggiustarla, oppure potrebbe richiedere molta energia.
Per questo è molto importante prestare attenzione ogni giorno, così come è importante sbarazzarsi di tutte le incomprensioni e sapere esattamente quel che si sta facendo.
Grazie mille.


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