martedì 2 febbraio 2021

La Perfetta Letizia del Kangeiko.

14.02.2020
"Oggi è l'ultimo giorno del nostro Kangeiko. 
Non so a quante edizioni siamo arrivati, forse venti o anche più.
Il Kangeiko è una pratica comune a diverse arti in Giappone, significa esercitarsi e praticare nel freddo pieno dell'inverno, così come in estate c'è lo Shochu geiko che è l'esercitarsi nel pieno caldo dell'estate... non ho assolutamente inventato nulla ma la formula che adottiamo al Tora Kan Dōjō per praticarlo è assolutamente  inedita.
Il Kangeiko come spesso ho ribadito, non è una prova di forza, una prestazione o una performance ma è veramente la forma più grande di abbandono, un affidarsi completamente agli elementi della natura così come siamo con la più grande fiducia che abbandonando le nostre paure e resistenze saremo sostenuti dalla nostra stessa natura e sapremo attingere alle nostre più nascoste risorse.
Questa settimana il clima è stato piuttosto clemente, ma ci sono state occasioni in cui nel Dojo c'erano -4 gradi mentre praticavamo il Kangeiko e vi assicuro che non abbiamo percepito alcuna differenza, nessuno ha sofferto particolarmente il freddo e nessuno si è ammalato, anzi, qualcuno a volte è guarito da un inizio di influenza.
Il senso del Kangeiko è proprio quello di imparare ad abbandonarsi fiduciosamente e gioiosamente  agli elementi della natura, fidarsi del proprio corpo e della sua capacità di adattarsi e di armonizzarsi con l'ambiente anche con quelle che apparentemente possano sembrare delle difficoltà, uscire dalla propria comfort zone per permettere alla mente e al corpo di rivitalizzare questa capacità che abbiamo perso a causa della vita iper protetta che conduciamo.
‘Quando l'acqua sale, anche la barca sale.
Quando un samurai si trova di fronte ad una prova, ad una difficoltà, è felice perché può mettere alla prova il proprio valore.’ recita l’Hagakure.
Quando vi trovate di fronte alla difficoltà, che nel Kangeiko potrebbe essere la paura del freddo, siate fieri e felici di affrontare la difficoltà con vigore e fiducia. Vedrete che quando non resistete ma vi abbandonate fiduciosamente e gioiosamente alla difficoltà vi vengono in soccorso risorse inattese e potete addirittura ‘godere’ della difficoltà e forse questo era davvero il senso della ‘perfetta letizia' di San Francesco...
La mia intenzione primaria, quando la prima volta ho proposto questa forma di esercizio, era quella di permettere di fare l'esperienza di quanto importante e potente sia prendere l'abitudine di inaugurare ogni giornata in un certo modo, con un esercizio atto a riunificare la mente ed il corpo in armonia con i ritmi della natura animato da un profondo sentimento di gratitudine.
Sin dalla prima edizione, ho deciso di chiudere ogni seduta di Kangeiko, nel momento del saluto rituale, pronunciando delle strofe di ringraziamento e dedica ispirate al Fuekō (dedica) che noi monaci Zen recitiamo al termine della recitazione di alcuni Sutra.
Le strofe le ho così interpretate:

Senza confini s’estenda il merito del nostro Esercizio
noi, tutti insieme, insieme a tutto,
in cammino sulla Grande Via

La dedica afferma che se mai ci fosse un merito da noi guadagnato tramite la nostra pratica, volentieri ci rinunciamo a beneficio di tutte le esistenze.
Capite che se noi facciamo questo voto con un'estrema sincerità avviene un ribaltamento totale della nostra visione della Pratica e della vita che non sarà più quella di un omino piccolo e bisognoso che cerca un beneficio estremamente limitato per sé stesso e che ha come risultato il veder rafforzato il proprio egoismo.
Senza confini si estenda il merito del nostro sforzo, ‘noi tutti insieme’, perché da soli non si va da nessuna parte e nessuno si salva da solo, ‘insieme a tutto’ perché in ogni momento siamo sostenuti e tenuti in vita da ogni altra esistenza e se siamo qui e possiamo godere di questo esercizio, del nostro respiro, del poterci muovere, dell’essere vivi lo dobbiamo ad ogni altra esistenza.
E quindi tutti Insieme, Insieme a Tutto, siamo in Cammino sulla Grande Via che è quella di questa infinita danza Cosmica a cui tutti partecipiamo.
Allora capite che la prospettiva è completamente ribaltata rispetto ad un esercizio sportivo o ad un esercizio finalizzato al proprio limitato benessere... questa è una trappola in cui si cade molto facilmente nelle discipline come le nostre (marziali e spirituali), pensare che il proprio benessere possa essere isolato dal benessere di tutti gli altri e praticare con un misero e limitato obiettivo personale.
Lo Zen lo insegna immediatamente, dal primo momento in cui si mette il piede nel Dōjō si impara che non ci può essere nessuna efficacia per la nostra azione, nessun beneficio se il nostro agire è scollegato dall’agire degli altri, dal beneficio degli altri, dall’Ordine Cosmico che è innanzitutto interdipendenza.
Iniziate allora sempre la vostra giornata ringraziando, con un profondo sentimento di gratitudine, trovate voi la forma. Io tutti i giorni all’alba offro un incenso di fronte all'immagine del Buddha e dei miei Maestri, genitori ed antenati. Mi prosterno con un sentimento di immensa gratitudine e poi siedo in Zazen. Questo è il mio modo di iniziare la giornata, tutti i giorni, da trent'anni qualunque cosa io abbia da fare.
Possono esserci altre forme, trovate voi la vostra, ma l'importante è iniziare un nuovo giorno ringraziando per l'occasione che ci è offerta, che è un dono che ci giunge da chi ci ha preceduto e da ogni esistenza che ci tiene in vita.
A partire da questo possiamo guardare alla nostra giornata da un'altra prospettiva e capire che ogni cosa che facciamo è la restituzione di un debito. Un debito inestinguibile.
Vi assicuro che questa è un’autentica terapia che guarisce il cuore, lo spirito e la mente di chi oggi è condizionato a vivere solo per sé stesso in una forma di patologico isolamento dalla realtà della vita che è causa di un'inevitabile e profonda sofferenza.
Se non imparare a guardare alla vita dalla prospettiva della gratitudine non sarete mai soddisfatti, qualsiasi cosa facciate ed otterrete nella vostra vita, qualsiasi traguardo vi sembrerà di raggiungere non sarà mai soddisfacente perché lo fate solo per voi stessi e questa è una  dolorosa illusione perché quel ‘voi stessi’ separato dal Tutto non esiste e non potrete mai essere completi e felici se non danzate in armonia con il Tutto.
Spero che anche questa volta, durante questa settimana in cui ci siamo incontrati all’alba e abbiamo condiviso la Pratica nel silenzio del Dōjō, io sia riuscito a suggerirvi questo, non era mia intenzione riuscire a fare molto di più e se questo è passato ne sono felice abbiatene cura e mettetelo in pratica."

(trascrizione a cura di Monica De Marchi)
articolo collegato alle riflessioni sul Kangeiko 2020 Avete ammirato la splendida luna nel cielo? pubblicato qui
© Tora Kan Dōjō







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