domenica 19 gennaio 2020

La fatica del venire al Mondo.


"Un giorno un uomo, vedendo comparire su un bozzolo un piccolo foro, rimase lì diverse ore a guardare la farfalla che lottava per infilare il corpo in quel buco microscopico. Ad un certo punto sembrò che l’insetto non riuscisse proprio a procedere oltre. Dava l’impressione che più avanti di così non sarebbe riuscita ad avanzare. L’uomo decise allora di aiutare la farfalla. prese un paio di forbici e tagliò il bozzolo. La farfalla riuscì a uscirne facilmente. Il corpo tuttavia era gonfio, e le ali piccole e avvizzite. L’uomo continuò ad osservare la farfalla, aspettandosi che da un momento all’altro le ali si allargassero e si espandessero fino a riuscire a sostenere il corpo, che nel frattempo si sarebbe ridotto. E invece non accadde nulla!!!
La farfalla trascorse il resto della sua esistenza strisciando su quel corpo gonfio, dotato di ali avvizzite. Non riuscì mai a spiccare il volo.
Quello che l’uomo non capì, per quanto gentile e premuroso, era che quell’apertura ridotta nel bozzolo, e lo sforzo necessario alla farfalla per attraversarla, erano la tecnica scelta dalla Vita per costringere il fluido a passare dal corpo alle ali della farfalla, così che nel momento in cui si fosse liberata del bozzolo sarebbe stata immediatamente pronta a volare."

Per aiutare gli altri, e insegnare rientra tra le azioni di aiuto ad altri, si deve aver sviluppato attraverso la propria Pratica e maturazione una 'chiara visione' che permetta di comprendere quello di cui abbisogna l’allievo in quel momento preciso altrimenti si rischia di fare danni invece che essere d'aiuto.

Il compito dei maestri non è quello di tagliare il bozzolo ma quello di chiamare l'allievo da fuori perché trovi la forza ed il coraggio di uscirne.
Non è quello di agevolargli il cammino anzi, a volte, devono saper porre ostacoli che permettano all'allievo di 'rinforzare le gambe' per spiccare il salto successivo.
É rischioso, faticoso, ed è lavoro di entrambi.

É come quando un pulcino deve rompere il guscio per venire al mondo, un segnale misterioso fa sí che la chioccia ed il pucino, l'una dall'esterno l'altro dall'interno, comincino a beccare nello stesso istante il guscio per romperlo.
Se la chioccia o il pulcino mancano il momento giusto il pulcino muore.
Questa del pulcino e della chioccia è una metafora utilizzata in Giappone per descrivere la Trasmissione tra un Maestro Zen e il suo Discepolo.

Uno degli errori più comuni e pericolosi messo in atto da chi inizia ad insegnare senza aver maturato sufficientemente quella ‘chiara visione’ di cui sopra, è quello di cercare il consenso dell’allievo (per affermare il proprio ego e compensare la propria insicurezza) offrendogli quel che pensa possa appagarlo senza avere chiara cognizione di cosa sia davvero utile all'allievo, in quel preciso momento, perché faccia un passo avanti sulla Via della conoscenza di sé.

Sensei Taigō

© Tora Kan Dōjō


















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