lunedì 14 settembre 2015

Il punto e il cerchio

Riceviamo e pubblichiamo il terzo contributo sull'argomento Forma e Sostanza del Maestro di Spada Giapponese Enrico Salvi.

A breve completamento della “trilogia”, torniamo sull’argomento “la Forma è Sostanza” (già trattato il 19 febbraio e il 4 maggio) notando subito la facilità con cui possiamo considerare il Punto come Sostanza ed il Cerchio come Forma. E difatti, come non possiamo né concepire né tracciare il Cerchio senza riferimento al Punto, così non possiamo ammettere la Forma senza riferimento alla Sostanza. Ora, mentre nella figura disegnata il Punto e il Cerchio risultano statici, riguardo alla Persona essi sono dinamici: muovendosi in lungo e in largo, salendo e scendendo, la Persona muove la propria Forma sostenuta passo per passo dalla Sostanza, che nel contempo gli è propria ma non soltanto propria essendo la medesima per tutte le Persone (tutte le Forme), ciò che la figura qui sotto illustra con chiarezza: il solo, medesimo Punto, la medesima Sostanza, in tre Cerchi, in tre diverse Forme o Persone, tenendo presente che il Punto, la Sostanza, cioè l’Essere, possiede un’identità invariabile in ogni tempo e spazio: la Sostanza È, e con la sua invariabilità partecipa di Sé ogni Persona come il Punto partecipa di Sé ogni Cerchio e come la Sostanza partecipa di Sé ogni Forma. Il tutto, notando anche come il medesimo Punto sia presente anche al centro del disegno, ove i tre Cerchi, intersecandosi, si trovano in contatto unitivo. Ovvero: il Punto, la Sostanza, l’Essere, partecipa di Sé ogni Persona, ogni Forma, come anche la relazione fra le Persone, fra le Forme,
ciò riconducendoci a quanto osservato in precedenza a proposito dell’Asse Zenit/Nadir, unico Asse del Mondo, unica Sostanza, unico Essere di cui ogni Persona fruisce ovunque si trovi sulla faccia della terra. Il Punto nel Cerchio, infatti, visto perpendicolarmente dall’“alto” o dal “basso” corrisponde all’Asse del Mondo, “forza attrattiva” onnipresente attorno a cui ruotano le Forme, le Persone.
È da notare che il Punto, seppur minimamente, occupa uno spazio soltanto per un’esigenza di visualizzazione, ma in realtà Esso, cioè la Sostanza, l’Essere, il Puro Spirito, l’Invisibile, trascendendo lo spazio esige la più adeguata (non) rappresentazione attraverso la visibilità della sola Forma: Il Punto c’è ma non si vede! Ma è proprio la sua invisibilità che permette e giustifica il visibile.
Trascendendo lo spazio, il Punto, cioè la Sostanza, trascende anche il tempo, e proprio per questo è anche immanente al tempo: i tre Cerchi sopra (ma potrebbero essere indefinitamente di più) indicano un ciclo temporale la cui caratteristica è il riproporsi: al giorno segue il giorno, al mese segue il mese, all’anno segue l’anno e così via. Qualunque sia la durata del ciclo, essa non può prescindere dal Punto a-temporale e onni-temporale, dalla Sostanza inesauribile e perciò sostenente tutte le Forme, dall’Essere che pervade ogni esistere in ogni tempo e in ogni spazio, dall’Invisibile che permette e giustifica ogni visibile, ciò risultando d’importanza basilare nella relazione a due, cioè di uno con uno, che a rigore è l’unica davvero possibile, dato che di volta in volta si può davvero comunicare soltanto da uno a uno, ciò potendosi verificare, notiamo di passaggio, anche quando uno si rivolge a molti, o, meglio, a uno dei molti, dato che “molti” è un’entità astratta priva di occhi, orecchie e cervello propri, ciò costituendo la caratteristica della massa, che così risulta fisiologicamente impossibilitata alla comunicazione.
Quindi, relazione di uno con uno (A con B, A con C, B con C) nella quale il senso risiede nell’unico e medesimo Punto, cioè nell’unica e medesima Sostanza, cioè nell’Essere, tale senso esprimendosi nella mandorla, che, come mostra la figura che segue, “racchiude” e “conserva” la relazione proprio in quanto essa fruisce dell’unico Punto trascendente ed immanente e che per la sua onni-presenza appare “sdoppiato” nei due Cerchi, cioè nelle due Persone: relazione di uno con uno mediante Uno, cioè mediante il Punto; relazione di Forma con Forma mediante la  Sostanza.
Detto altrimenti, un’autentica, armonica relazione tra Forme si nutre dell’unica Sostanza e, vale la pena di notare, è quasi certamente l’inconsapevolezza di ciò a rendere il mondo delle Forme, delle Persone, preda della disintegrazione, del caos e della violenza, che prendono avvio e si propagano da ogni relazione di uno con uno inconsapevole dell’Uno, dell’unica Sostanza, dell’unico Essere – insomma dell’unico Dio – che la regge e le da senso proprio in quanto la trascende. C’è da chiederselo: sarà mai sarà possibile un’integrazione, un cosmos, una pace che non prenda avvio dalla relazione di uno con uno mediante l’Uno, cioè consapevole della Sostanza Trascendente che, appunto, la integra e la armonizza nella pace?

Questa tsuba (elsa) di spada giapponese evidenzia chiaramente la relazione di uno con uno ruotante intorno al foro centrale, cioè intorno al Punto attraverso cui passa il codolo della lama, cioè la “forza attrattiva” o Asse del mondo o Sostanza. Il motivo del sukashi (figura traforata) è il tomoe, che somiglia a una virgola ma anche al Magatama (Gioiello imperiale nipponico) a forma di embrione. Lampante risulta la complementarietà dei due tomoe-embrioni che danzano armonicamente (possiamo dire cercandosi!), attorno al foro centrale, cioè al Punto, all’Uno, alla Sostanza, all’Essere: relazione di uno con uno mediante l’Uno (l’Embrione Originario Sempiterno) nell’Armonica interazione (Musubi). Ovvero, pitagoricamente, secondo la qualità del numero, uno (il padre) + due (la madre) = tre (il figlio che è uno).
Ma ora è bene chiudere il Cerchio dimenticando tutte queste chiacchiere ed assumendo la teandrica postura seduta. Verticali, immobili, urano-geometrici, piramidali, solvendo e coagulando, con accanto la Spada del Grande Silenzio, ove finalmente tutte le teologie, le filosofie, le metafisiche, le gnosi, le alchimie e le ideologie tolgono il disturbo, lasciamo che in noi l’Embrione Originario Sempiterno della Sostanza cresca ed assuma la nostra Forma: homoiosis theo, assimilazione al Divino, alla Sostanza, all’Essere, al Logos «per quem omnia facta sunt».

_______________________________________
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto
viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n. 62 del 07 Marzo 2011.
_______________________________________
                                                                        
                                                                               © Iogkf Italia


Nessun commento:

Posta un commento