giovedì 25 agosto 2011

Kenshin Shijin




Kenshin Shijin

Lo Spadaccino Poeta


Martedì 23 Agosto 2011 in occasione della lezione Seminariale tenutasi al Tora Kan Dōjō Sensei Enrico Salvi, Insegnante di Iai-Dō della Scuola Tai A no Kai di Roma, ha voluto offrire ai praticanti del Tora Kan Dōjō un Harai no Tachi.
Si è trattato dell’esecuzione di forme di Iai-Dō, di origine Shinto, eseguite a scopo propiziatorio con l’intento di liberare lo spazio del Dōjō da influenze negative.
Sensei Enrico ha eseguito dapprima il breve rito dell’Harai no Tachi poi una sequenza di Kata della sua Scuola.
Sulle ali dell’entusiasmo (come lui stesso ha definito) della serata trascorsa insieme, ha scritto l’articolo che segue che siamo onorati di pubblicare sul nostro blog.  

Una breve clip video della dimostrazione di
Sensei Enrico Salvi al Tora Kan Dojo
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«Ancora oggi il Giappone di tradizione Shinto si inchina davanti alla gelida purezza dell’anima della spada. Il fuoco mistico consuma la nostra debolezza, la sacra spada taglia la catena del desiderio. La fenice della divina speranza si erge dalle nostre ceneri; dalla libertà sorge una umanità più elevata».
                                                                                                 Okakura Kakuzo, Il libro del tè.

 
Io credo che sia impossibile negare il contenuto altamente poetico delle parole di Okakura. Poche ed intense parole che riassumono mirabilmente la funzione spirituale della “Spada che da la Vita”, Katsujinken.

Io credo che nel vero Spadaccino, Kenshin, dorma un Poeta, Shijin. E che per svegliare il Poeta dal suo sonno leggero basti una goccia di rugiada su di una foglia, un sussurro di vento fra le rocce, il brillare d’una stella nel blu quasi nero del cielo. Io credo che sia impossibile separare la Poesia dalla Spada. Uno spadaccino che sia soltanto spadaccino non può essere un Gentiluomo, Shi, poiché il suo cuore è arido, e la tecnica, waza, che egli mette in atto non è un’espressione dello Spirito, Shin, ossia un Raggio del Sole spirituale, bensì un movimento “autonomo”, cieco, dunque una nube che offusca questo Sole.


La Natura ci mostra e ci insegna: nel cielo azzurro splende, magnifico, il sole. Ebbene il cuore è il cielo del vero Spadaccino: cielo senza nubi in cui risplende il Sole dello Spirito, che è appunto l’Ispiratore, il Padre dell’Intuizione poetica, Kan. Pertanto, io credo che alla tecnica, waza, corrisponda il verso poetico, shiku. Io credo che nel vero Spadaccino il connubio waza-shiku sia indissolubile, e perciò nulla in lui, assolutamente nulla, sia privo di Poesia: la relazione con se stesso e con il mondo è una relazione poetica, poiché ispirata dal Sole spirituale. La vita del vero Spadaccino è un poema.

 
Io credo che la formula Bun Bu Ryodo indichi perfettamente ciò di cui stiamo parlando: la Doppia Via della Cultura e delle Armi, della Formazione spirituale e dell’Abilità marziale, detta anche, poeticamente, “del Pennello e della Spada”, ci conferma che dal cuore ispirato del vero Spadaccino sbocciano sia il waza che lo shiku.

“ Non torna  due volte queste giorno,
granello di tempo, grande gemma.
Questo giorno non tornerà più.                                    
Ogni minuto è una gemma inestimabile ”

Takuan Soho



Io credo che anche il termine Ko sia molto prezioso. Significando “l’Antico”,  non è forse anch’esso intriso di Poesia? Cose antiche… cose di sempre… affascinanti e intramontabili… cose nuove… Ko è la Via, è l’Antichità sempre fiammante che permea ogni momento della vita, la fiamma che prelude alla nascita della Fenice.

«La Via risiede in ogni aspetto del comportamento e delle attività quotidiane».
                  Yamaga Soko, Shido, La Via del Gentiluomo.

 
     Di conseguenza, io credo che il Keiko, il “rispetto per le Cose antiche”, sia molto di più di un “allenamento”, la cui preziosità è indicata alla perfezione dai versi incisi sulla stele di pietra scoperta a commemorazione della morte dello studioso tradizionale Kitayama Junyu (1902-1962):

« Ripercorrendo anche oggi
la traccia lasciata
dal pennello di un vecchio santo
il mio cuore trova la pace ».


 

 
     Io credo. 







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